“Il vero rischio per l’Europa è il declino industriale. Ormai l’Unione europea rappresenta il 17% dell’economia mondiale. Nel 1990 era il 25%.
Il rischio reale per l’Europa è di restare indietro dal punto di vista tecnologico, industriale ed economico, lasciando campo libero a Stati Uniti e Cina”.
Lo spiega il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, in un’intervista al Corriere della Sera.
Secondo il ministro francese l’industria europea è a rischio “perché già soffre di un ritardo di competitività a causa delle differenze di prezzo dell’energia tra Stati Uniti ed Europa.
In più i massicci sussidi forniti dall’Inflation Reduction Act (Ira) americano e la concorrenza cinese, sussidiata in modo altrettanto pesante, rischiano di allargare ulteriormente il distacco.
Quindi dobbiamo reagire in fretta. Chiedo una risposta coordinata, unita e forte dell’Unione europea nei confronti dei nostri alleati americani”.
“Ci aspettiamo che la Commissione europea avanzi proposte ferme e proporzionate – spiega Le Maire -. Di cui il secondo asse, ovviamente, è far scendere i prezzi dell’energia in Europa”.
In merito ai sussidi di Washington all’industria Le Maire precisa che “noi rifiutiamo la corsa ai sussidi. È contro tutte le regole del commercio internazionale.
Ormai certe grandi aziende straniere che volevano insediarsi in Europa esitano, incerte tra aprire stabilimenti in Europa o in America – conclude -.
In alcuni casi, il peso dei sussidi proposti dall’amministrazione Biden è da quattro a dieci volte il massimo che la Commissione europea autorizza.
In Francia, secondo le nostre prime stime, sono in gioco 10 miliardi di euro di investimenti e migliaia di posti di lavoro nell’industria”.








