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[Lo scenario] Ecco perché Mosca minaccia l’Italia. Con «conseguenze irreversibili»

Mosca contro l’Italia: la Russia minaccia “conseguenze irreversibili” nei confronti del nostro Paese in caso di inasprimento delle sanzioni legate all’attacco in Ucraina e punta il dito contro il ministro della Difesa, Lorenzo GUERINI, accusandolo di avere chiesto aiuto alla Russia nei giorni drammatici della crisi pandemica e di esser diventato poi un ‘falco anti russo’.

Intervistato dall’agenzia Ria Novosti, il direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexei Paramonov, sferra un duro attacco al governo e accusa Roma di “aver dimenticato trattati, accordi e la natura speciale dei nostri legami” sull’onda dell'”isteria anti-russa”. Il funzionario di Mosca ricorda gli aiuti forniti dalla Russia all’Italia nei giorni dell’emergenza pandemica e minaccia di fatto un cambio di atteggiamento sul fronte delle forniture di gas se l’Italia dovesse continuare ad appoggiare le sanzioni decise dall’occidente dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.

Mosca: vi abbiamo aiutato contro il Covid

Paramonov ricorda l’aiuto fornito dalla Russia all’Italia nel 2020, in piena emergenza pandemica: “All’Italia è stata fornita un’assistenza significativa attraverso il ministero della Difesa, il ministero dell’Industria e Commercio e il ministero della Salute della Russia. A proposito – afferma – una richiesta di assistenza alla parte russa fu inviata allora anche dal ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che oggi è uno dei principali ‘falchi’ e ispiratori della campagna antirussa nel governo italiano”. 

Mosca: Italia vergognosa

Paramonov sottolinea che a suo giudizio, “nell’inviare una missione umanitaria” in Italia, colpita duramente dal coronavirus nel marzo-aprile del 2020, “la Russia è stata guidata non dal desiderio di ricevere dividendi in termini di reputazione o di politica estera, ma da un senso di compassione, un desiderio di aiutare il popolo italiano in uno dei momenti più difficili della sua storia postbellica”.

“È deprimente che ora – prosegue Paramonov- sullo sfondo dell’isteria anti-russa, le autorità italiane abbiano improvvisamente dimenticato tutto: i trattati e gli accordi bilaterali esistenti, la natura speciale dei nostri legami, la ricca storia secolare di relazioni e tradizioni forti , l’esperienza di successo della cooperazione, il significativo capitale accumulato di fiducia reciproca -e si siano uniti alla frenetica campagna russofobica”.

Mosca: italiani tornate in voi

“Ci aspettiamo che a Roma, come in altre capitali europee, tornino comunque in sé, ricordino gli interessi profondi dei loro popoli, le costanti pacifiche e rispettose delle loro aspirazioni di politica estera”, afferma ancora l’alto funzionario russo, che denuncia un atteggiamento che a suo giudizio è “al limite del razzismo vero e proprio” nei confronti della Russia. Paramonov auspica quindi che tutto ciò possa “cedere il passo” ad atteggiamenti più “sobri ed equilibrati, volti a trovare il modo di garantire la sicurezza e la prosperità dell’intero continente europeo, e non solo di una parte di esso”. 

Conseguenze irreversibili 

La Russia interromperà la fornitura di idrocarburi all’Italia in risposta alle sanzioni occidentali, a cui si è unita Roma, viene chiesto a Paramonov. “Mosca non ha mai utilizzato le esportazioni di energia come strumento di pressione politica. Le compagnie energetiche russe hanno sempre adempiuto pienamente ai loro obblighi. Continuano a farlo anche adesso. Sappiamo che l’Italia è molto preoccupata per il futuro di queste consegne. Tenuto conto della significativa dipendenza di Roma dagli idrocarburi russi, che raggiungono il 40-45%”, afferma il funzionario russo, il rifiuto delle forniture russe “avrebbe conseguenze estremamente negative per l’economia italiana e per tutti gli italiani”.

“Le sanzioni non sono una nostra scelta – afferma ancora Paramonov – Non vorremmo che la logica del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato la ‘totale guerra finanziaria ed economica’ alla Russia, trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili”, è la minaccia di Mosca. 

Draghi: parole odiose e inaccettabili

Netta la replica del presidente del Consiglio, Mario Draghi, che esprime “piena solidarieta’” a GUERINI e definisce “inaccettabili” le parole che arrivano da Mosca. “Esprimo piena solidarieta’ al Ministro della Difesa vittima di attacchi da parte del Governo russo – dice Draghi – il paragone tra l’invasione dell’Ucraina e la crisi pandemica in Italia e’ particolarmente odioso e inaccettabile. GUERINI e le forze armate sono in prima linea per difendere la sicurezza e la liberta’ degli italiani. A loro va il piu’ sentito ringraziamento del Governo e mio personale”, prosegue il premier. 

Guerini: assurdo il riferimento all’emergenza Covid

“Solo propaganda, da non prendere in considerazione, propaganda a cui non darei un eccessivo peso, non cadiamo in queste provocazioni” ha detto ieri Guerini a chi gli chiedeva se non fosse preoccupato per questo attacco. Lo ha però molto colpito il riferimento agli aiuti russi per il Covid: “Ma cosa c’entra? Non si può fare propaganda su una tragedia come quella. Peraltro io a suo tempo ho ringraziato tutti quelli che ci hanno supportato, però non è che se uno ci aiuta e due anni dopo invade un Paese si può aspettare un “bravo” per quell’aggressione”.

Rozza intimidazione, segnale di debolezza

“Un’intimidazione rozza e soprattutto, di chi si ostina a non capire la cesura col passato che l’aggressione militare all’ucraina ha prodotto: costringendo anche l’Italia a interrompere un rapporto storico più che cordiale con Mosca. Di fatto, va letto come un ulteriore segno di insicurezza e debolezza”.

E’ questa l’analisi del notista politico Massimo Franco, firma del Corriere della Sera.

Mosca teme asse Roma-Parigi sulle sanzioni

“L’impressione è che il regime di Mosca veda una saldatura della strategia tra Roma e Parigi, sull’asse di un inasprimento delle sanzioni economiche e finanziarie: una prospettiva così temuta da suggerire questo tentativo di intimidazione, per quanto maldestro”.

La sortita russa sembra avere un chiaro intento: provare a dividere il governo italiano e l’Ue sulle sanzioni, attaccando un Paese particolarmente dipendente dal gas di Mosca, come è il nostro. Segno che le sanzioni stanno facendo male e che la Russia teme vengano ulteriormente inasprite.

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