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[Lo scenario] Ecco perché il Superbonus rischia di essere il più grande tavolo di crisi di sempre

A parlarne e’ stato per primo il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, intervenuto al convegno dei giovani  imprenditori dell’Ance.

Freni ha spiegato che il governo e’ consapevole  del fatto che nel mondo bancario si sta diffondendo il dubbio sulla capacita’ di assorbimento di tutti i crediti fiscali. Un problema, ha  detto, “a cui dovremo fare fronte”.

Le soluzioni prospettate sono  sostanzialmente due.

La prima, ha spiegato il sottosegretario, e’  l’ampliamento del periodo di “assorbimento, dicendo alle banche e ai  destinatari finali del credito che si puo’ scontare non in 5 anni ma in 7  o 8 anni“.

Il secondo meccanismo sarebbe l’applicazione di “coefficienti  di compensazione che consentano al settore bancario di ricominciare a  comprare, senza ampliare la durata temporale”.   

Quanto il tema sia importante lo dimostra anche un altro intervento di  peso all’interno della maggioranza di governo, quello di Andrea De  Bertoldi, deputato di Fratelli d’Italia esperto di Fisco e tra i candidati  alla guida della Commissione finanze della Camera. “Sia tra le imprese che  tra i cittadini”, spiega Del Bertoldi, “c’e’ un sentimento di  disperazione. Ci sono famiglie che avevano confidato nello Stato e hanno  avviato la ristrutturazione di casa prendendone un’altra in affitto nella  convinzione che i lavori durassero sei mesi. Poi”, aggiunge De Bertoldi,  “le imprese si sono trovate con i cassetti fiscali pieni di soldi ma i  conti correnti vuoti perche’ le banche hanno smesso di comprare i crediti  e hanno dovuto interrompere i lavori“.   

Il valore dei crediti congelati nei cassetti, secondo le ultime stime,  e’ di 6 miliardi. “Ci sono a rischio”, spiega ancora De Bertoldi, “33 mila  imprese e oltre 150 mila lavoratori. Per questo”, dice, “ho scritto un  appello al ministro per le imprese, Adolfo Urso, e a quello del lavoro,  Marina Calderone. Rischiamo di dover aprire il piu’ grande tavolo di crisi  della nostra storia”.   

Intanto, come detto, in vista della legge di bilancio, il governo sta  studiando una revisione straordinaria dell’incentivo, che parte da una  riduzione dell’aliquota dal 110%, finora garantita per i condomini anche  nel 2023, al 90%. Si riapre inoltre l’accesso al bonus (con la stessa  percentuale) alle villette, anche se con precisi paletti: i proprietari  delle abitazioni unifamiliari potranno beneficiare dello sconto solo se vi  risiedono, e per loro quindi la villetta e’ la prima casa, e hanno un  reddito massimo di 15 mila euro. La soglia pero’ potra’ salire in base al  numero di componenti la famiglia, introducendo cosi’ una sorta di sistema  basato sul quoziente familiare. Un meccanismo che potrebbe essere  replicato anche per altre misure.

Non c’e’ soltanto il taglio dal 110% al 90% della  detrazione fiscale per i lavori effettuati con il Superbonus. Sul tavolo  del governo c’e’ anche una misura per scongelare i lavori bloccati dalle  varie strette sulle cessioni dei crediti alle banche che si sono succedute  nell’ultimo anno.   

A parlarne e’ stato per primo il sottosegretario  all’Economia, Federico Freni, intervenuto al convegno dei giovani  imprenditori dell’Ance. Freni ha spiegato che il governo e’ consapevole  del fatto che nel mondo bancario si sta diffondendo il dubbio sulla  capacita’ di assorbimento di tutti i crediti fiscali. Un problema, ha  detto, “a cui dovremo fare fronte”.

Le soluzioni prospettate sono  sostanzialmente due.

La prima, ha spiegato il sottosegretario, e’  l’ampliamento del periodo di “assorbimento, dicendo alle banche e ai  destinatari finali del credito che si puo’ scontare non in 5 anni ma in 7  o 8 anni“.

Il secondo meccanismo sarebbe l’applicazione di “coefficienti  di compensazione che consentano al settore bancario di ricominciare a  comprare, senza ampliare la durata temporale”.   

Quanto il tema sia importante lo dimostra anche un altro intervento di  peso all’interno della maggioranza di governo, quello di Andrea De  Bertoldi, deputato di Fratelli d’Italia esperto di Fisco e tra i candidati  alla guida della Commissione finanze della Camera. “Sia tra le imprese che  tra i cittadini”, spiega Del Bertoldi, “c’e’ un sentimento di  disperazione. Ci sono famiglie che avevano confidato nello Stato e hanno  avviato la ristrutturazione di casa prendendone un’altra in affitto nella  convinzione che i lavori durassero sei mesi. Poi”, aggiunge De Bertoldi,  “le imprese si sono trovate con i cassetti fiscali pieni di soldi ma i  conti correnti vuoti perche’ le banche hanno smesso di comprare i crediti  e hanno dovuto interrompere i lavori“.   

Il valore dei crediti congelati nei cassetti, secondo le ultime stime,  e’ di 6 miliardi. “Ci sono a rischio”, spiega ancora De Bertoldi, “33 mila  imprese e oltre 150 mila lavoratori. Per questo”, dice, “ho scritto un  appello al ministro per le imprese, Adolfo Urso, e a quello del lavoro,  Marina Calderone. Rischiamo di dover aprire il piu’ grande tavolo di crisi  della nostra storia”.   

Intanto, come detto, in vista della legge di bilancio, il governo sta  studiando una revisione straordinaria dell’incentivo, che parte da una  riduzione dell’aliquota dal 110%, finora garantita per i condomini anche  nel 2023, al 90%. Si riapre inoltre l’accesso al bonus (con la stessa  percentuale) alle villette, anche se con precisi paletti: i proprietari  delle abitazioni unifamiliari potranno beneficiare dello sconto solo se vi  risiedono, e per loro quindi la villetta e’ la prima casa, e hanno un  reddito massimo di 15 mila euro. La soglia pero’ potra’ salire in base al  numero di componenti la famiglia, introducendo cosi’ una sorta di sistema  basato sul quoziente familiare. Un meccanismo che potrebbe essere  replicato anche per altre misure.

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