Basta fare «previsioni catastrofiche», ha detto l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. «Il 2023 è un anno con qualche complessità, ma bisogna continuare a investire perché una volta risolto il problema della diversificazione energetica», nel 2024, si tornerà a una fase di crescita. Lo ha dichiarato Messina durante la lectio magistralis in occasione del riconoscimento della laurea magistrale honoris causa in Ingegneria Gestionale da parte del Politecnico di Bari. «Lo scenario è complesso, c’è la necessità di mitigare l’impatto su chi ha più bisogno», ha proseguito Messina precisando che le difficoltà del 2023, ha continuato il banchiere, rappresentano una «fase transitoria, non la fine del sistema industriale».
Bisogna «sostenere chi ha più bisogno» tra le imprese e le famiglie. È fondamentale che tutti abbiano presente oggettivamente le priorità da destinare alla collettività. Non abbiamo un bilancio pubblico che può sostenere le aziende solo perché ridurranno gli utili», vanno aiutate le imprese in difficoltà. «Tutte le aziende che hanno una posizione di strutturale di forza, acquisita negli anni passati, devono usare il 2023 per contribuire a un nuovo 2024 di crescita», ha proseguito il ceo di Ca’ de Sass mettendo in evidenza che «non dobbiamo aspettare che sia lo Stato soltanto ad aiutarci».
Nella peggiore delle ipotesi il Pil 2023 scenderà «dell’1%-1,5% per tornare a crescere nel 2024. Cerchiamo di mantenere il giusto equilibrio. Dobbiamo aiutare chi ha bisogno – anche perché il numero di famiglie e imprese che avranno bisogno aumenterà – però sono fortemente convinto che ognuno deve fare la propria parte, in particolare quelli che hanno di più, come nel caso di Intesa Sanpaolo».
Le ultime previsioni sul Pil sono arrivate ieri dalla Banca d’Italia che ha tagliato le stime 2023 di 1 punto portando la crescita per il prossimo anno allo 0,3% nello scenario di base (a fronte del +1,3% indicato in estate). Le prospettive potrebbero peggiorare nel caso di un’interruzione totale del gas dalla Russia. Nello scenario avverso il Pil si contrarrebbe di oltre l’1,5% nel 2023. Anche il governo aveva rivisto al ribasso le stime di crescita 2023 nella Nadef. Nella nota di aggiornamento al Def, l’esecutivo ha fissato l’aumento del Pil 2023 allo 0,6%, a causa dell’indebolimento del ciclo internazionale ed europeo, a fronte del 2,4% programmatico del Def di aprile.
Parlando del Sud, Messina ha sottolineato la presenza di tanti talenti su cui investire per far sì che «rimangano su questi territori ed entrino nelle aziende che sono in questi territori». Il Mezzogiorno, ha sottolineato, ha una «prospettiva e un potenziale unico per uno sviluppo pluriennale», ma servono «forti investimenti». È poi necessario «creare un rafforzamento in filiera» per lo sviluppo del Mezzogiorno, «attraendo le aziende che operano nel nord Italia e nord Europa, affinché traggano benefici immediati. Dobbiamo fare in modo di creare una relazione Germania-Nord Italia e Nord Italia- Sud Italia».
Ringraziando per il riconoscimento ricevuto dal Politecnico di Bari, il banchiere ha detto di volerlo condividere con ognuna delle 100.000 persone che lavorano nel gruppo Intesa Sanpaolo. «In qualunque organizzazione i successi non si raggiungono mai da soli. Se le squadre non sono motivate non si raggiungono risultati. Io sono partito scalando tutta la struttura dell’azienda, ma non sarei mai riuscito a far diventare Intesa Sanpaolo un leader indiscusso a livello europeo se non avessi avuto tutte le persone orientate verso lo stesso obiettivo», ha precisato.








