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[Lo scenario] Contributi a chi accoglie i profughi dell’Ucraina. Le regioni occupano gli alberghi

La guerra scatenata dalla Russia in Ucraina ha portato milioni di ucraina a cercare rifugio fuori dai propri confini. Il governo italiano sta valutando diverse opzioni per rendere possibile l’accoglienza, a partire dai contributi per le famiglie che decidono di accogliere i profughi. Ad annunciarlo è stato oggi il Capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio nel corso di una audizione al Comitato parlamentare Schengen.

«Stiamo immaginando una serie di ipotesi operative» ha detto Curcio «tra queste, un contributo alle famiglie che ospitano famiglie o singoli profughi. Ma occorrerà fare una valutazione attenta» ha poi aggiunto «per studiare un meccanismo che, eviti che questi fondi vegano utilizzati in modo spregiudicato, cosa che ovviamente potrebbe creare problemi».

Alberghi pronti in Campania

«In considerazione delle difficoltà esposte dalle Prefetture della Campania sull’ accoglienza e l’assistenza temporanea delle persone provenienti dall’Ucraina», il presidente commissario delegato della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato un’ordinanza (n.2 del 16 marzo 2022) con cui si dispone una convenzione con le associazioni di categoria degli albergatori «per la formalizzazione delle disponibilità delle strutture ricettive per assicurare l’ accoglienza dei profughi laddove non risulti possibile utilizzare le misure ordinarie da parte delle stesse Prefetture».

Il Piemonte si organizza

Un gruppo di lavoro sarà costituito entro questa settimana per affrontare i nodi operativi legati all’accoglienza dei profughi ucraini. Lo ha annunciato il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, che ha spiegato «non c’è alcuna differenza di visione tra Comune e Regione nella gestione dei profughi ucraini. Siamo cercando tutti, al meglio, di essere operativi nella gestione di un fenomeno che non è mai esistito».

«L’accoglienza e l’ospitalità che la Regione sta dando è stata portata ad esempio dal governo italiano perché siamo una delle regioni che ha fatto di più non solo accogliendo ma anche andando noi personalmente a prendere le persone malate che non potevano venire da sole» ha aggiunto «evidentemente vogliano garantire che chi accoglie accolga in sicurezza e la stessa sicurezza sia garantita a chi arriva».

La Toscana apre gli alberghi

Firmato un accordo tra la Regione Toscana e le categorie per dare ospitalità ai profughi di guerra ucraini negli alberghi. «Stanno aumentando, stavolta in modo notevole, gli arrivi di rifugiati ucraini» ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani. «Due giorni fa avevo parlato di 2.500 arrivi, stamani insieme all’assessore Monni ci siamo resi conto che in questo momento in Toscana abbiamo una presenza di 3.700 profughi che per gran parte sono nelle famiglie. Solo che all’inizio erano il 90% nelle famiglie e il 10% nei Cas e nei nostri alberghi di prima accoglienza, ora le percentuali sono rispettivamente 70% e 30%».

«Stamani partiamo dagli alberghi» ha aggiunto. «Firmiamo il protocollo d’intesa da un lato con Confesercenti, Federalberghi, Confcommercio e dall’altro con Cna e Confartigianato, con l’associazione industriali, in modo da avere il quadro delle disponibilità alberghiere. Il primo protocollo» ha detto ancora «è sugli alberghi, e a questo seguiranno una serie di intese per favorire l’accoglienza». Sull’accoglienza «il meccanismo sta andando bene» ha concluso Giani. «Stamani è una bella espressione di sinergia tra istituzioni e categorie economiche, se poi troviamo altre forme di accordo è tutto molto bello».

Il Veneto accoglie e aiuta

«La macchina del Veneto per l’accoglienza e l’assistenza sanitaria gira a pieno regime, ringrazio ancora una volta i veneti che continuano a fare donazioni al conto corrente della regione dedicato all’emergenza Ucraina e a offrire posti letto, una generosità e un cuore che non ha eguali. Ora però auspichiamo che le trattative per la pace accelerino, in modo da arrivare presto a una cessazione di questa folle guerra». Così il presidente della Regione Luca Zaia, commissario delegato per l’emergenza Ucraina, commenta i dati odierni relativi all’emergenza legata al conflitto in Ucraina che ha vede il numero degli arrivi registrati in Veneto dalle Prefetture raggiungere quota circa 4.500 persone (dati delle ore 9 di oggi).

La questione Covid

Ieri sono stati effettuati 1.056 tamponi mentre il totale di tamponi eseguiti da inizio emergenza su cittadini ucraini alle ore 10 di oggi risulta pari a 7.568 (tasso di positività pari al 2,22%). Fino ad oggi 606 i profughi a cui è stata somministrata almeno una vaccinazione. Le vaccinazioni somministrate sono state complessivamente 756 e 140 i profughi a cui è stata registrata in Anagrafe Vaccinale Regionale la situazione delle vaccinazioni ricevute prima dell’arrivo in Italia. Le presenze negli hub di accoglienza primo livello predisposti dalla Regione del Veneto per la prima accoglienza dei profughi alle ore 9 di stamane erano 141: 69 a Noale (VE), 5 a Valdobbiadene (TV) e 67 a Isola della Scala (VR).

È stato riattivato oggi per l’accoglienza l’ex-ospedale di Monselice (75 posti che domani saranno elevati a 150) e da giovedì quello di Asiago (120). Per quanto concerne l’offerta di alloggi le persone che hanno compilato il form per la disponibilità ad offrire alloggio sono 4.150 per un’offerta complessiva di 8.508 posti letto. In merito alle donazioni l’importo complessivo versato sul conto corrente regionale dedicato ha raggiunto quota euro 488.762,41 in base a 2.575 versamenti. Per chi volesse comunicare la propria disponibilità ad ospitare profughi la Regione mette a disposizione un form compilabile online.

L’impegno del mondo della scuola

«Stiamo accogliendo in Italia tanti bambini e ragazzi che fuggono dall’Ucraina, per sfuggire alla morte. Questo principio di accoglienza è cruciale: è il momento in cui dobbiamo esprimere tutta la nostra capacità come Paese in Europa». Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenendo in video collegamento al VII congresso nazionale della Cisl Scuola. «Sono in collegamento continuo con i ministri dell’istruzione europei: ci ritroveremo anche stasera per concertare un’azione che possa permettere a tutti coloro che escono dall’Ucraina di trovare in Europa un riferimento stabile. È il momento di parlare di valori morali».

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