Secondo quanto sostenuto dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, la strategia di difesa nazionale degli Usa sarebbe «piena di idee da Guerra Fredda e di confronto tra i campi», ma «Cina e Russia sono due grandi potenze e il tentativo di contenere e sopprimere entrambi i Paesi non avrà successo». Nel suo commento, Wang sottolinea come la Cina sia il più importante concorrente strategico degli Usa, mentre la Russia è definita come una seria minaccia.
«Usa rifletta su sue responsabilità»
La parte statunitense, ha aggiunto Wang nel briefing quotidiano «dovrebbe riflettere sulle proprie responsabilità nella crisi in Ucraina e rivedere e correggere le sue pratiche di creazione di nemici immaginari, ignorando le preoccupazioni politiche e di sicurezza di altri Paesi e mobilitando il confronto di gruppo».
Il portavoce ha invitato «ad attuare seriamente la dichiarazione» fatta dal presidente Joe Biden nell’ultimo colloquio in modalità video con il suo omologo cinese Xi Jinping sul fatto «di non cercare una nuova guerra fredda, di non cercare di cambiare il sistema cinese, di non cercare di opporsi alla Cina rafforzando le alleanze, di non sostenere l’indipendenza di Taiwan e di non avere alcuna intenzione di scontrarsi con la Cina», puntando invece alla collaborazione con la parte cinese.
«Niente rispetto ma solo minacce»
Nella nuova situazione, «Cina e Usa dovrebbero rispettarsi a vicenda, coesistere pacificamente e lavorare a una cooperazione vantaggiosa per tutti». Secondo il portavoce cinese ieri nella conferenza stampa tenuta ieri sul bilancio 2023 per la difesa, la viceministra americana della Difesa Kathleen H. Hicks ha in dicato in Cina, Corea del Nord e Russia come le più grandi minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La guerra in Ucraina «si è verificata in Europa», ma le ricadute si sono diffuse in tutto il mondo, «pregiudicando la pace, la stabilità e la ripresa economica su scala globale».
«Le conseguenze sull’Asia»
«Intanto proprio il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha lanciato l’allarme sulle conseguenze del conflitto scaturito dall’aggressione della Russia, sollevando le preoccupazioni dei Paesi in via di sviluppo e assicurando che l’Asia rifiuta di essere «una scacchiera nel gioco delle grandi potenze».
«Un vasto numero di Stati, compresi quelli dell’Asia meridionale, è molto preoccupato per l’evolversi della situazione: teme che il mondo possa cadere in divisioni e in scontri ed è seriamente preoccupato che le sanzioni unilaterali possano danneggiare la catena industriale e la supply chain globali», ha commentato Wang in un’intervista con i media cinesi a conclusione di un intenso tour diplomatico che lo ha portato prima a partecipare alla 48/ma sessione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oic) in Pakistan e, successivamente, in Afghanistan, India e Nepal.
L’Asia, ha proseguito il ministro tracciando un suo bilancio della missione, «si rifiuta di diventare una scacchiera nel gioco tra le grandi potenze e i Paesi asiatici non sono affatto pedine nello scontro tra le grandi potenze», sottolineando che le persone «dovrebbero sostenere la pace conquistata a fatica, la stabilità e lo sviluppo della regione».
La missione cinese in Asia è maturata in un momento in cui gli effetti del conflitto si stanno facendo sentire insieme alle sanzioni contro la Russia di Usa, Ue e alleati, mentre Pechino prova – con Washington concentrata sugli scenari bellici europei – a rafforzare i legami con i Paesi vicini.
«Siamo profondamente consapevoli del forte desiderio dei Paesi dell’Asia meridionale di mantenere la pace nella regione e di accelerare la ripresa economica dopo il Covid-19. Sperano di rafforzare la comunicazione strategica e di approfondire la cooperazione reciprocamente vantaggiosa con la Cina», ha continuato il ministro, per il quale le visite hanno permesso di consolidare “la tradizionale amicizia” tra il Dragone e i Paesi dell’area. Perché, indipendentemente da come cambia la situazione internazionale, Pechino «apprezza le sue relazioni con i suoi vicini».








