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[Lo scenario] Al governo Meloni servono 30 miliardi per fermare il caro bollette

I primi cento giorni del nuovo esecutivo, compresa la stesura della legge di bilancio, saranno guidati da un’unica priorità: la lotta al caro bollette che logora il potere d’acquisto delle famiglie e mette a rischio molteplici attività produttive.

Probabilmente infatti già nel primo consiglio dei ministri, il governo nascente dovrà mettere nero su bianco un decreto urgente anti-rincari per tutelare cittadini e imprese fino a fine anno.

L’ipotetico dl Aiuti quater, scrive MF-Milano Finanza, richiederà ulteriori significativi impieghi di risorse pubbliche, sempre nell’attuale quadro di debito pubblico da record.

Meloni, che è sempre più vicina a diventare la prima premier donna in Italia, potrà contare sui 10 miliardi lasciati in eredità dal dimissionario Draghi, grazie al minor deficit ufficializzato dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, nella Nadef.

A questi si aggiungeranno poi gli almeno 10 miliardi dalle entrate tributarie degli ultimi quattro mesi dell’anno, che continuano a crescere, in primis l’Iva per l’inflazione. E ancora dalla tassa sugli extraprofitti arriverebbero altri cinque miliardi.

Considerando però che Draghi ha speso 20 miliardi di euro a trimestre per il caro energia nel corso del 2022, il nuovo esecutivo avrebbe bisogno subito di 30 miliardi per evitare lo scostamento di bilancio che la stessa leader di Fdi reputa un extrema ratio.

Tali risorse servirebbero al nuovo esecutivo per rinnovare il credito d’imposta per dicembre alle imprese energivore, già allargato da Draghi a bar, negozi e ristoranti (quasi cinque miliardi).

Mentre tre miliardi andrebbero a coprire un bis del bonus da 150 euro a 20 milioni di lavoratori e pensionati, compresi precari e autonomi, con redditi annui fino a 20mila euro. Inoltre va prorogato il taglio delle accise (30,5 centesimi al litro) sui carburanti fino a fine anno.

Anche su questo punto l’eredità dell’ex-banchiere giova alla Meloni: l’ultimo cdm presieduto da Draghi ha esteso lo sconto fino al 18 novembre, quindi per coprire tutto il 2022 il nuovo esecutivo necessiterà solamente di un altro miliardo (non più due).

Il centrodestra, e soprattutto Fdi, sta valutando poi di inserire nel nuovo dl Aiuti una moratoria per famiglie e imprese sulle bollette non pagate, che dovrebbe prevedere fino a sei mesi di morosità senza interruzioni di luce e gas. E ancora le piccole aziende di fornitura energetica, che rischiano di fallire per l’insolvenza dei clienti, potrebbero beneficiare della garanzia Sace.

Come si valuta l’ipotesi di alzare il tetto Isee per il bonus sociale in bolletta. Restano da valutare inoltre due incognite: le decisioni del consiglio europeo sull’energia e le conseguenze economiche della crisi che potrebbero richiedere un nuovo ciclo di cassa integrazione gratis, come quello istituito per la pandemia.

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