La proposta di un fondo sovrano lanciata dalla premier Giorgia Meloni nell’intervista a MF-Milano Finanza si concretizzerà in un prossimo decreto per valorizzare il Made in Italy.
Il provvedimento dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri entro un paio di settimane, quindi per metà maggio.
Alcuni contorni dell’operazione sono stati illustrati ieri dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
Il fondo sovrano, che come spiegato dalla premier sarà aperto anche i privati, servirà a sostenere le filiere del Made in Italy e il tessuto produttivo italiano.
Una delle attività del nuovo veicolo consisterà nel sostenere le imprese nell’approvvigionamento delle materie prime.
Nel corso di un intervento alla Camera di commercio di Roma Urso ha citato tra gli altri il settore del legno.
Lo strumento guarderà però soprattutto alle terre rare e alle materie prime necessarie all’innovazione.
Non a caso al varo del decreto sul Made in Italy, nel quale troverà spazio anche l’istituzione di un liceo dedicato per creare le giuste competenze, seguirà a stretto giro un provvedimento focalizzato sui semiconduttori.
Si tratterà di una serie di interventi per anticipare il recepimento nella penisola dei Chip Act europeo, che prevede investimenti complessivi per 43 miliardi, ripartiti tra finanziamenti pubblici (soprattutto) e investimenti privati, oltre che la costituzione di un fondo specifico per gli investimenti e un allentamento delle regole per gli aiuti di Stato da parte dei Paesi membri.
Gli interventi dovranno servire per attrarre investimenti sui semiconduttori nella penisola.
Nelle ultime settimane funzionari del ministero delle Imprese sono stati in visita in Corea del Sud e a Taiwan, dove sono state intavolate trattative con alcune aziende locali, in particolare con Powerchip, società specializzata in chip per il settore dell’automotive.
La tappa successiva del roadshow per presentare la strategia italiana toccherà nei prossimi giorni gli Stati Uniti.
Da tempo il governo ragiona su un fondo sovrano strategico capace di mettere il risparmio degli italiani in circolo a favore del tessuto produttivo nazionale e garantire rendimenti.
Tra le ipotesi sul tavolo, portate all’attenzione del sottosegretario all’Attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, ascoltato consigliere di Meloni, c’è l’ipotesi avanzata nella passata legislatura da Forza Italia e dal pentastellato Riccardo Fraccaro di trasformare Patrimonio Rilancio, lo strumento ideato nel 2020 per sostenere le imprese oltre i 50 milioni di fatturato, la cui gestione è stata affidata a Cdp, in un Fondo sovrano pubblico-privato o in un Fondo dei fondi, con gli stessi incentivi fiscali previsti per i Pir e con il coinvolgimento delle società di gestione del risparmio italiane.








