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[L’intervento] Ignazio Visco (governatore Banca d’Italia): «Attenti ai conti, il caso Londra sia da lezione per tutti»

La Banca d’Italia “sarà collaborativa al massimo con questo governo come lo è stata con i passati”. Lo assicura il governatore Ignazio Visco, a Washington per le riunioni annuali del Fondo Monetario Internazionale contrassegnate, fra l’altro, dai recenti eventi nel Regno Unito e dalle tensioni che ne sono scaturite sui mercati.

Quanto accaduto a Londra è “una lezione per tutti, non solo per gli italiani”, dice Visco in merito al terremoto provocato dalle scelte iniziali fatti dal governo di Liz Truss, con la proposta di un drastico taglio delle tasse. Turbolenze culminate in una clamorosa marcia indietro e nella nomina di un nuovo ministro delle finanze, Jeremy Hunt. A chi quindi gli chiedeva se l’esperienza della Gran Bretagna fosse stata colta a Roma, il governatore ha risposto dicendosi convinto che “ci sia consapevolezza su questo”. “Un conto è la campagna elettorale che può mettere in luce delle esigenze, un altro è fare i conti con i vincoli di bilancio che ci sono”. Il messaggio al futuro esecutivo è chiaro.

A chiedere di non temere eventuali scostamenti di bilancio è invece il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, rieletto segretario generale al termine del congresso di Bologna: “Nessun dramma nel fare uno scostamento – ha esortato – abbiamo bisogno di dare risposte a chi oggi è in difficoltà”. “C’è una questione salariale – ha aggiunto – e dobbiamo dare risposte partendo dal lavoro”.

“Noi non abbiamo mai chiesto e non siamo mai stati convinti che il bilancio dello Stato fosse come il Pozzo di San Patrizio, nè abbiamo mai pensato che il deficit fosse un bene per il nostro Paese. Però – ha proseguito Bombaredieri – se noi non riusciamo a dare risposte a chi oggi soffre, se non si riesce ad applicare la tassa sugli extraprofitti, nessun dramma nel fare se necessario uno scostamento rispetto alla prossima manovra finanziaria. Noi abbiamo bisogno di risorse per dare risposte a chi oggi rimane indietro”.

Sul futuro governo italiano, ha quindi svelato Visco al termine dei lavori del Fondo monetario, “ci sono ovviamente delle domande che si fanno e che riguardano, almeno in questo contesto, la componente economica. Sicuramente le dichiarazioni che sono state fatte dai diversi leader possono sembrare in contrasto, ma alla fine ci dovrà essere responsabilità”.

Per buona parte si tratta di “favorire il recupero della crescita dell’economia e spendere bene i fondi a disposizione, oltre che individuare i risparmi di spesa per finanziare altre iniziative”, spiega il governatore, soffermandosi sui problemi del caro-energia e sull’impatto che potrebbe avere sulle aziende italiane e, di conseguenza, sul sistema bancario. “E’ un problema serio che ha due dimensioni. La prima riguarda le imprese energivore” e la risposta sta alla finanza pubblica che, “come si dice da parte delle banche centrali”, dovrebbe optare per misure di sostegno “mirate e temporanee nel tempo”.

Contemporaneamente però oltre al problema delle imprese “c’è quello delle banche, che devono essere trasparenti” e mettere risorse per far fronte ai rischi che hanno, mette in evidenza Visco. “E su questa base la questione dei crediti deteriorati deve essere affrontata in modo preventivo non arrivare all’ultimo momento, come diciamo da tempo. Il problema più grosso – osserva – sono alcune piccole banche su cui bisognerà fare molta attenzione”. 

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