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[L’inchiesta] Gaetano Bono (magistrato) «Io che indago sul militare morto dopo il vaccino, il giorno dopo aver aperto l’inchiesta, mi sono vaccinato con AstraZeneca»

In Sicilia la psicosi per i tre casi sospetti di esponenti delle forze dell’ordine deceduti dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca c’è, ma è contenuta nei numeri.

117 mila siciliani ieri si sono vaccinati con AstraZeneca e solo in 7 mila hanno rinunciato a sottoporsi alla somministrazione.

In attesa dell’esito delle inchieste aperte dalla magistratura, sono stati gli stessi Procuratori a sottolineare di essersi vaccinati con Astrazeneca invitando a non creare “allarmismi”. 

“Io mi sono vaccinato il giorno dopo aver ricevuto la denuncia. Non ho avuto nessun timore. Bisogna avere fiducia nella scienza” ha detto Gaetano Bono, il magistrato che indaga sul caso. 

“Certo la denuncia era chiara. Ma quel giorno e ancora adesso non sappiamo cosa è successo. C’è una connessione cronologica. Ero e sono consapevole che i vaccini si devono fare e la campagna vaccinale non si può interrompere. Serenamente mi sono messo in fila ad aspettare il mio turno. Io sono un magistrato, ma sono anche un cittadino come tanti conscio del dovere di vaccinarsi, perché non dimentichiamo che è un dovere civico e che si fa anche per gli altri”. 

“Se avessi svolto un altro lavoro non sarebbe cambiato nulla. Certo ritengo di rivestire un incarico pubblico e lo faccio con coscienza, lealtà e senso del dovere”. 

“Non ho avuto alcun dubbio nel vaccinarmi con AstraZeneca. Poi devo dire che non credevo che fosse una informazione che sarebbe venuta fuori e avrebbe avuto questa eco. Un suo collega mi ha fatto una domanda e io ho risposto, il procuratore ne ha poi autorizzato la diffusione”. 

“Ripeto bisogna avere fiducia nella campagna vaccinale. Non bisogna dimenticare cos’è questa pandemia e quali effetti devastanti comporta sulla vita personale e sociale e sulla salute e l’economia pubblica. Tutto questo è messo a rischio e questo rischio può essere superato solo se ci vacciniamo tutti. La vaccinazione è fondamentale”.

“E’ dovere di ogni cittadino fare il vaccino, dobbiamo seguire le indicazioni del Capo dello Stato”. 

A dirlo è anche la Procuratrice di Siracusa Sabrina Gambino, che coordina con il pm Bono, l’inchiesta sulla morte del sottufficiale Stefano Paternò, deceduto poche ore dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. 

“Qui in ufficio siamo stati tutti vaccinati – dice – ed è giusto che sia così. E’ un dovere, per la salute di tutti”

Un appello ribadito anche dall’assessore regionale alla Salute Ruggero RAZZA. 

“Non possiamo permetterci in questa fase di fare passare il messaggio sbagliato che il vaccino possa determinare una condizione di criticità”. 

“Proprio perché non c’è alcuna evidenza scientifica che vada in questa direzione mentre c’è un assoluto bisogno di proseguire in maniera rapida nella campagna perché solo grazie alla vaccinazione si può tornare alla normalità”, ha sottolineato RAZZA. 

Verrà eseguita oggi pomeriggio, all’ospedale Cannizzaro di Catania, l’autopsia sul corpo di Stefano Paternò, il sottufficiale della Marina militare di 43 anni morto poche ore dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. 

Per la Procura di Siracusa, che indaga per omicidio colposo, sarà presente un pool di esperti. La procura ha indicato il medico legale Giuseppe Ragazzi, l’ematologo esperto di trombosi Marco Marietta, la specialista in tossicologia medica Nunziata Barbera e lo specialista in malattie infettive Carmelo Iacobello. 

Anche la famiglia del militare nominerà degli esperti. 

“Dall’esame autoptico ci aspettiamo molte risposte sulla causa del decesso”, ha detto la Procuratrice. C’è un indagato ‘eccellente’ nell’inchiesta. 

Si tratta dell’amministratore delegato di AstraZeneca, Lorenzo Wittum, che è accusato, insieme con altre tre persone, di omicidio colposo. 

La Procura ripete che si tratta di “un atto dovuto” in vista dell’autopsia che sarà eseguita domani pomeriggio all’ospedale Cannizzaro di Catania. 

Tra gli altri indagati dell’inchiesta, coordinata dalla Procuratrice di Siracusa, Sabrina GAMBINO e dal pm Gaetano Bono, ci sono un medico del 118, l’infermiere che ha somministrato la dose del vaccino ed il medico dell’ospedale militare. 

“Fino a questo momento non è emersa alcuna correlazione tra la morte del sottufficiale Paternò e la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Noi stiamo facendo tutti gli accertamenti. Senza guardare in faccia nessuno”, tiene a sottilineare il pm Bono. 

“L’analisi delle ipotesi prende in considerazione tutti i soggetti che potrebbero essere coinvolti nella vicenda, senza escludere nessun livello di responsabilità. Dalla fabbricazione al trasporto, alla consegna fino alla somministrazione del vaccino”, tra cui il numero uno di AstraZeneca. 

I carabinieri, come emerge dall’informativa, escludono che ci possano essere stati problemi di conservazione del lotto del vaccino AstraZeneca, “nella linea di trasporto”. E ci sarebbero anche le prove. 

“È tutto tracciato – si evince dalla documentazione fornita al pm – I livelli di temperature del freddo sono stati rispettati”. 

Il pm, intanto, ribadisce più volte che “bisogna evitare inutili allarmismi”. 

“Fino a questo momento non è emerso un nesso tra il vaccino e la morte della vittima – dice – dobbiamo aspettare intanto l’autopsia che ci darà un quadro più chiaro”. 

Insomma, bisogna attendere l’autopsia di oggi per avere un’idea delle cause della morte del sottufficiale che lascia due figli piccoli.

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