“Esiste ancora un «modello europeo», visto da Washington, Pechino, Mosca, dal Medio Oriente o dall’Africa?”
Se lo chiede Federico Rampini sul Corriere della Sera: “Il Vecchio Continente – scrive – ha nutrito l’ambizione di essere per il resto del mondo una guida morale, un esempio di equilibrio sociale, un paradigma di diritti e di qualità della vita.
Per capire a che punto è quell’aspirazione, bisogna prima chiedersi se esista ancora un «modello europeo» per Berlino, Roma, Parigi.
È evidente una correzione di rotta su terreni cruciali.
L’Europa modera le sue regole sul cambiamento climatico e le politiche energetiche. Pesa la svolta tedesca.
Bruxelles corregge in senso permissivo anche la sua imponente regolamentazione digitale.
Accoglie tra l’altro l’esortazione di Mario Draghi: l’eccesso di norme e di burocrazia taglia fuori il Vecchio Continente dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Ancora più importante: l’Europa abbandona l’antica illusione di essere l’unica «superpotenza erbivora» del pianeta, capace di farsi valere senza investire nella propria difesa.
Vista da Pechino? Ci fu un’epoca in cui la Cina studiava davvero l’Europa come un modello, una economia mista interessante, meno estrema e diseguale rispetto al capitalismo americano.
Di quella curiosità e rispetto cinese oggi rimane poco.
Xi Jinping disprezza il welfare, lo considera tipico di civiltà decadenti, esorta i suoi giovani disoccupati a “masticare amarezza” e accettare lavori inferiori alle loro aspettative.
Di Putin sappiamo. Le cronache dicono cosa pensa dei tentativi europei di giocare un ruolo nel negoziato di pace: li ignora. Visto dal Medio Oriente?
Gran parte dell’Europa si è adoperata per il riconoscimento dello Stato palestinese.
Non per questo si è guadagnata qualche ruolo nelle trattative sul futuro di Gaza.
Gli attori regionali filo-palestinesi, dall’Arabia alla Turchia, dagli Emirati al Qatar, dall’Egitto alla Giordania, considerano l’America come l’unica potenza esterna che conta.
A sorpresa, un’avanzata recente del «modello europeo» c’è stata a New York.
È l’elezione del socialista Mamdani che promette un welfare scandinavo, autobus pubblici gratis, blocco dei fitti, supermercati municipali a prezzi politici, scuole per l’infanzia gratuite.
Il ciclo politico americano – conclude – sembra preannunciare una rivincita dei democratici tra undici mesi alle legislative di metà mandato.
Se prevarrà un Partito Democratico dominato dalla figura di Mamdani, l’Europa avrà una rivincita indiretta, simbolicamente potente.”








