Andrea Bonanni su Repubblica parla dell’irrilevanza europea nello scacchiere geopolitico mondiale: Andrea Bonanni, su Repubblica, parla dell’irrilevanza europea nello scacchiere geopolitico mondiale: “Al ritorno dal G7 in Canada dopo ore di colloqui e di bilaterali con Trump – scrive l’editorialista – i capi di governo europei sono tornati a casa ognuno con una convinzione diversa su quali fossero le intenzioni della prima potenza mondiale in merito al conflitto tra Israele e Iran.
Questa volta, forse, e fino alla prossima piroetta di Trump, è stato Merz ad azzeccare la risposta giusta. Che però agli europei non piace per niente. E infatti, mentre a Berlino il cancelliere veniva criticato per non aver preso le distanze dal presidente americano, a Bruxelles si è cercato di correre ai ripari mettendo in guardia contro la tentazione di abbattere il regime iraniano dall’esterno, a colpi di bombe sganciate sulla popolazione civile.
Il problema è che un G7 così fallimentare non distrugge l’Occidente: lo ridicolizza, che è anche peggio. Forse è proprio questo l’obiettivo di Trump. Sicuramente lo è di Putin. Gli europei ne sono usciti con le ossa rotte. Umiliati e ridotti a fare da cortigiani-spettatori delle bizzarrie di un sovrano narcisista e imprevedibile, che ha lasciato anticipatamente la festa per non incontrare Zelensky e non mandare aiuti all’Ucraina. Proprio come Putin avrebbe desiderato.
L’unica nota positiva in questo panorama desolante – sottolinea – è che dopo la mortificante esperienza del G7 canadese gli europei, a parte Giorgia Meloni, sembrano finalmente aver imparato la lezione. Il fatto che Bruxelles si sia consultata con le tre capitali che contano, nonostante Londra non faccia neppure parte della Ue, per prendere le distanze dagli Stati Uniti prima ancora che da Israele, lascia intendere che le residue illusioni su Trump stanno cadendo una dopo l’altra.
Il presidente americano, ancora una volta, non si è comportato né come un amico né come un alleato dell’Europa. Si è rivelato più vicino a Mosca che a Bruxelles cercando perfino di ritagliare per Putin un ruolo di mediatore nella crisi iraniana, ignorando le invocazioni di aiuto dell’Ucraina sempre più sotto attacco, rimpiangendo l’assenza della Russia dal tavolo che avrebbe dovuto sanzionarla.
Si spera che al prossimo, imminente vertice della Nato non si faranno cogliere nuovamente impreparati, né si lasceranno bistrattare per compiacere l’ego smisurato del presidente americano”.








