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L’Europa e la spinta tedesca | L’analisi di Paolo Lepri

Paolo Lepri sul Corriere della Sera commenta le prime dichiarazioni del cancelliere Merz: “Ha significativamente esordito – scrive l’editorialista – affermando che «viviamo in un’epoca di grosse sfide e crisi» e ha poi aggiunto: «Insieme ai nostri alleati, la Germania darà il suo contributo alla libertà e alla sicurezza nel mondo».

Frasi di circostanza? Al contrario. Non è abituato a lasciare niente al caso. Crisi, alleati, libertà, sicurezza, le responsabilità tedesche. Sono parole altrettanto importanti di quelle, clamorose, pronunciate dall’ex rivale di Angela Merkel poche ore prima: «La mia assoluta priorità sarà rafforzare l’Europa il più velocemente possibile in modo da raggiungere, passo dopo passo, una reale indipendenza dagli Stati Uniti».

Non è un linguaggio molto diverso, per restare in Germania, da quell’«inaccettabile» con cui il possibile nuovo «numero uno» socialdemocratico, Boris Pistorius, reagì al discorso di San Valentino a Monaco del vice presidente americano J.D. Vance. La grande coalizione ha compiuto già i primi passi sotto la pressione trumpiana.

Ma chi sono questi «alleati» di cui parla, senza nominarli, il successore di Olaf Scholz? Attualmente – osserva Lepri – non sono gli Stati Uniti, anche se certamente il governo tedesco non vuole seppellire decenni di relazioni privilegiate con l’amico americano, asse portante della politica estera della Cdu. Gli alleati della Germania sono a Parigi ma anche a Londra. Non è certo passato inosservato il fatto che Merz abbia parlato di avviare una cooperazione nucleare con la Francia e la Gran Bretagna, che possiedono entrambe un arsenale in grado di difendere l’Europa dalla minaccia della Russia.

Gli alleati sono a Varsavia (dove Merz appena insediato si recherà subito dopo aver incontrato Emmanuel Macron), la capitale di un Paese che teme più Putin di quanto creda nell’Atlantismo vecchio stile. E a Roma, perché i tedeschi sanno che ogni scelta da compiere nella nuova situazione che si è creata ha bisogno anche dell’Italia.

La libertà e la sicurezza di cui il leader cristiano-democratico parlava nel suo tweet notturno sono un obiettivo di tutti. Anche se sarà necessario intendersi bene sul loro significato. E – conclude – non lasciare solo, per nessun motivo, Volodymyr Zelensky.

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