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L’elezione di un membro della Corte Costituzionale non si può risolvere con la forza | L’analisi di Stefano Cappellini

Anche Stefano Cappellini, su Repubblica, sottolinea come Giorgia Meloni si risenta molto quando le viene rimproverata la modesta cultura istituzionale del partito che presiede e la sua difficoltà nel vedere bene la differenza tra guidare una forza politica e guidare il governo di tutti.

Convinta per educazione sentimentale che le capacità di leadership si misurino sulla scala Mercalli della prepotenza e che ogni ostacolo politico debba essere spianato con la ruspa, come del resto già pensava il suo amico-nemico Matteo Salvini, Meloni non si è posta il dubbio che l’elezione di un membro della Corte costituzionale dovesse essere risolta con mezzi diversi dall’uso della forza.

Il voto di ieri sulla Consulta, chiuso con l’indicazione ai parlamentari della destra di votare scheda bianca per provare invano a mascherare un flop evidente, non è un inciampo matematico, cioè una conta riuscita male e finita in ritirata strategica.

È uno smacco politico, figlio di una mentalità che spinge Meloni a ritenere che anche i membri del massimo organo di garanzia costituzionale possano essere designati a colpi di maggioranza.

Lo stile della casa è questo, ma è proprio quando la presidente del Consiglio si imbatte nelle regole di istituzioni terze per natura che si fa ancora più palese.

In questa bulimia di conquista persino la Corte costituzionale diventa un fortino da espugnare, come la sezione di un partito avversario o un ente parastatale da lottizzare.

È come se nel manuale politico di Meloni confronto e dialogo fossero tutt’al più una gentile ed eventuale concessione dall’alto, magari in cambio di una assurda pretesa di benevolenza dell’opposizione.

Sarebbero invece, in certi specifici casi, un obbligo: un’esigenza pensata e voluta dai padri costituenti nel disegnare poteri e contropoteri della Repubblica.

L’opposizione, adottando una tattica d’aula comune e senza defezioni, ha fermato i piani di Meloni e ottenuto un risultato importante.

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