Si comincia a delineare lo staff che supporterà il neo ministro dello sport e dei giovani. Andrea Abodi ha infatti appena nominato capo di gabinetto del ministero Massimiliano Atelli, magistrato della Corte dei conti, Presidente della commissione Via-Vas e della commissione tecnica Pniec-Pnrr.
Atelli è anche membro del comitato di indirizzo dell’Osservatorio Economico e sociale Riparte l’Italia.
A Palazzo Chigi per l’incarico di segretario generale Giorgia Meloni si affida a Carlo Deodato, per il capo di gabinetto la scelta ricade su Gaetano Caputi mentre il capo dipartimento degli Affari giuridici e legislativi sarà Francesca Quadri. Marcella Panucci passa da Renato Brunetta (ex ministero per la PA) ad Anna Maria Bernini (ora ministro dell’Università) con il ruolo di capo di gabinetto. Alfonso Celotto, ex consigliere giuridico di Mara Carfagna, sarà il capo di gabinetto del ministro per le Riforme Elisabetta Casellati.
Con Fitto agli Affari Europei approda sulla poltrona di capo di gabinetto Ermenegilda Siniscalchi.
Al Mef con Giancarlo Giorgetti arrivano Stefano Varone (capo di gabinetto) e Daria Perrotta (ufficio legislativo). Col ministro dell’Istruzione Valditara torna l’ex capo di gabinetto Giuseppe Recinto.
Matteo Salvini ministro delle Infrastrutture ha scelto invece come capo di gabinetto Alfredo Storto, Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha indicato Alberto Rizzo, al Turismo la ministra Daniela Santanchè ha nominato Erika Guerri.
Intanto lunedì la Meloni completerà la squadra di governo. Il tentativo di chiudere prima del fine settimana non è andato in porto, serviranno un paio di giorni in più per comporre un quadro che accontenti tutti i partner della coalizione, dopo giorni di trattative serrate, non ancora del tutto concluse. Poi finalmente si riunirà il Consiglio dei ministri per le nomine di viceministri e sottosegretari (dovrebbero poi giurare venerdì 4 novembre), preceduto sabato da una riunione preparatoria, anche per i decreti necessari a modificare la denominazione di alcuni ministeri.
Nelle ultime 24 ore sono continuati fitti i contatti fra i partiti di centrodestra, con gli emissari di FdI impegnati a sciogliere gli ultimi nodi.
E in serata la premier ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e i ministri Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, i suoi fedelissimi.
Fra gli ingressi di FdI, si racconta in ambienti della maggioranza, sono attesi anche Giulio Terzi di Sant’Agata come viceministro agli Esteri, Marcello Gemmato alla Salute, Wanda Ferro al Viminale, oltre a Edmondo Cirielli. Forza Italia alla fine dovrebbe ottenere due viceministri e sei sottosegretari, incluso quello all’Editoria, Alberto Barachini. Un viceministro dovrebbe essere Francesco Paolo Sisto alla Giustizia, dove un’altra poltrona è prevista per Andrea Delmastro (FdI). Il secondo uno fra Valentino Valentini (al Mise) e Paolo Barelli (all’Interno, dove la lega spinge per Nicola Molteni).
Fra gli azzurri si giocano ad esempio un posto Fulvio Martusciello e Matilde Siracusano. Va verso la definizione anche il Mef, con Maurizio Leo (FdI) viceministro e tre sottosegretari, Maurizio Casasco (FI), Alessandro Colucci (Noi moderati) e il leghista Massimo Bitonci, che prenderebbe il posto del collega di partito Federico Freni, per cui si profila un ruolo da viceministro, probabilmente al Mise.
Quella casella, però, è appunto contesa da FI.
Fra i sottosegretari alla Difesa dovrebbe trovare spazio l’azzurro Matteo Perego di Cremnago.
Ai Rapporti con il Parlamento avranno un sottosegretario a testa FI e Lega.
Alle Infrastrutture sembra fatta per Edoardo Rixi (Lega), che potrebbe essere affiancato da Giuseppe Mangialavori (FI).
La Lega, scottata da non aver avuto il ministro dell’Agricoltura, vuole presidiare il dicastero con uno fra Marzio Liuni, Mario Lolini e Lorenzo Viviani, e fra i sottosegretari dovrebbe esserci Luca De Carlo (FdI). Per l’Istruzione si parla di Rossano Sasso (Lega) e Valentina Aprea (FI), mentre l’ex leghista Massimo Garavaglia può ambire alla presidenza della commissione Industria del Senato.








