In riferimento al settore pubblico, alla data del 30 novembre 2025 risultano 2.600.934 dipendenti contrattualizzati coperti dalla contrattazione di livello nazionale, 493.424 dipendenti ai quali si applicano accordi sindacali recepiti con d.P.R. e 84.943 professionisti in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.
Il 2025 è stato un anno di forte attività delle relazioni industriali.
I dieci accordi di rinnovo depositati nell’Archivio del Cnel nel corso dell’anno, sempre alla data del 30 novembre, e le cinque ipotesi di accordo sottoscritte, ma non ancora depositate alla stessa data, riguardano 3.141.257 dipendenti pubblici e professionisti del Ssn per la tornata contrattuale 2022-2024, e 6.258 dipendenti pubblici per la precedente tornata 2019-21.
Pertanto, la tornata 2022-24 risulta terminata per la quasi totalità dei dipendenti pubblici e professionisti operanti in convenzione con il Ssn.
È quanto rivela il Cnel nella relazione annuale “Contrattazione collettiva e lavoro pubblico”, approvata dall’assemblea.
Con riferimento alle retribuzioni contrattuali, risulta che tra settembre 2024 e settembre 2025 si è registrata una crescita complessiva pari al 2,6%: nello specifico, al 2,4% nel settore privato e al 3,3% nel settore pubblico.
Gli incrementi ammontano al 7,2% nei ministeri, allo 0,8% per Regioni, Autonomie locali e Ssn, al 3,2% nella scuola, al 6,1% per le forze dell’ordine, al 6,9% per militari-difesa, al 6,8% per i vigili del fuoco.
La durata media della vacanza contrattuale calcolata sul complesso dei dipendenti risulta tra ottobre 2024 e ottobre 2025 in diminuzione da 34 a 31 mesi per l’insieme dei contratti del pubblico impiego.
Tendenza opposta, ma con ritardi sensibilmente inferiori, si registra nel settore privato, dove lo stesso dato mostra un lieve incremento da 4 a 5 mesi, soprattutto per effetto dell’aumento da 3 a 8 mesi rilevato dall’Istat nell’industria.
Se la durata della vacanza contrattuale è calcolata in riferimento ai soli dipendenti in attesa di rinnovo, il dato relativo al settore pubblico non cambia, in quanto tutti i dipendenti hanno il contratto scaduto.








