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Lavoro: in Italia solo il 16% dei lavoratori ha competenze ICT elevate | Il Rapporto

“Oltre alla dotazione di capitale tecnologico, anche il capitale umano è fondamentale per la produttività. Un più alto livello di competenze è associato a una produttività del lavoro più alta: circa il 25% del divario tra la media Oecd e i paesi più performanti in termini di produttività del lavoro è spiegata dal diverso livello di competenze. L’Italia soffre di un ritardo strutturale nelle competenze digitali della manodopera: solo il 16% dei lavoratori ha competenze Ict elevate, contro il 30% circa in Germania e Francia; solo il 15% dei laureati lo è in discipline Stem, a fronte di una media europea del 26%. Questo frena l’adozione di tecnologie digitali nel nostro Paese, con ricadute sulla produttività”.

I dati emergono dal Rapporto sulla produttività 2025, il primo report annuale realizzato dal Comitato Nazionale Produttività.

Il Rapporto, in linea con gli standard europei, riassume le dinamiche generali della produttività nazionale, ponendola a confronto con gli altri Paesi dell’Ue.

A parità di dotazione di competenze, è essenziale anche “l’allocazione dei lavoratori nei diversi settori produttivi e nelle diverse imprese: il disallineamento tra competenze dei lavoratori e mansioni sul posto di lavoro (skill mismatch) nei paesi Oecd spiega da solo il 12% del divario di produttività con i paesi più performanti. La produttività del lavoro è più alta nei settori con un minore disallineamento, e dove i lavoratori con le più alte competenze sono occupati nelle imprese più grandi e più dinamiche”, osserva il Rapporto sulla produttività del Cnel.

“Oltre alla dimensione aziendale, anche export, digitalizzazione e innovazione sono fattori determinanti della produttività, spesso interconnessi. Le imprese esportatrici mostrano un premio di produttività significativo, che cresce con la dimensione e in particolar modo nei settori a media-alta tecnologia. Anche l’adozione di tecnologie digitali è associata a un premio di produttività, stimabile in circa il 15-30%. La digitalizzazione amplifica i vantaggi delle imprese più grandi, che integrano meglio le tecnologie. L’innovazione è un altro fattore decisivo: le imprese innovative presentano in media una produttività superiore del 20%. Politiche pubbliche mirate a rafforzare questi fattori, combinate a una semplificazione normativa e a incentivi finanziari e fiscali che favoriscano la crescita dimensionale, sono essenziali per sostenere la produttività e la competitività del sistema economico”, rileva il Cnel.

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