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Lavoro: calano gli occupati con basso livello di formazione, ma i salari restano tra i più bassi in Europa | La ricerca dell’Università Bicocca di Milano

Calano in Italia gli occupati con bassi livelli di formazione: dal 45% del 2000 al 26% del 2024.

Gli aumenti salariali, tuttavia, restano tra i più bassi d’Europa: inferiori al +3% per tutti i livelli educativi.

È quanto emerge dalla ricerca dell’Università Bicocca di Milano, presentata durante l’evento di premiazione dei progetti educativi della Fondazione Articolo 49, che hanno coinvolto oltre 30mila studenti.

Numeri che si inseriscono in un contesto più ampio, che prende in considerazione i quattro Paesi perno dell’Unione Europea — Germania, Spagna, Francia e Italia — e da cui emerge un progressivo miglioramento dell’occupazione tra laureati e diplomati negli ultimi vent’anni.

Se l’Italia, secondo una rielaborazione su dati Eurostat, mantiene ancora una percentuale troppo alta di occupati con bassi livelli di formazione, seppure in netta discesa, la Francia è il Paese che occupa meno persone con istruzione primaria e secondaria inferiore, passando dal 30% del 2000 al 12% del 2024.

La Germania si conferma per una forte stabilità nei livelli intermedi (50% del totale) e con una forte crescita dell’occupazione tra chi possiede un’istruzione terziaria (diploma di laurea o superiore), pari al 37% nel 2024.

Il livello di istruzione genera anche una differenza retributiva significativa.

Se confrontiamo i valori del 2022 con quelli del 2018, in tutti i Paesi analizzati e per tutte le fasce di istruzione si registrano aumenti, seppur con evidenti disparità.

In Germania, ad esempio, i salari orari sono aumentati mediamente dell’11% per i lavoratori con formazione universitaria e del +13% per quelli con un livello di formazione bassa e intermedia.

In Francia e Spagna, l’aumento è compreso rispettivamente tra il +5% e il +13%.

L’Italia è l’unico dei quattro Paesi ad aver registrato variazioni inferiori al +3% per ogni livello educativo.

Se analizzata in termini percentuali, la differenza nelle retribuzioni medie orarie aumenta al crescere dei livelli educativi in tutti i Paesi considerati.

La distanza retributiva tra i lavoratori tedeschi con educazione universitaria e quelli con educazione bassa è del 141%; in Spagna del 76%; in Francia del 74% e in Italia dell’81%.

Le differenze sono principalmente legate alla specializzazione produttiva, che “premia” i profili professionali con maggiore competenza e istruzione.

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