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[L’anticipazione] Ecco il 2023 del Presidente Mattarella: Ucraina e Ue focus cruciali

Un 2023 ancora intenso, con il dramma della guerra alle porte d’Europa e l’Italia alle prese con le conseguenze economiche e geopolitiche dell’invasione russa dell’Ucraina. Sergio Mattarella il 31 dicembre, come ogni anno, si affaccerà nelle case degli italiani per i tradizionali auguri di fine anno, appena superato il contagio da covid che lo ha costretto alla quarantena e a limitare la sua attività in pubblico nelle ultime tre settimane.

E l’anno che attende il Presidente della Repubblica sarà più lineare di quello che si sta chiudendo, ma non meno denso di impegni. Il 2022 ha visto la rielezione di Mattarella al Quirinale, una crisi di governo, elezioni anticipate e, per la prima volta nella storia repubblicana, in piena estate. L’anno che arriva vede invece un governo in sella e senza scossoni esiziali alle viste e un Presidente eletto per il prossimo settennato, dunque una navigazione istituzionale finalmente regolare. Il governo, poi, dopo anni è politico e frutto di una coalizione che si e’ presentata unita alle elezioni, mentre il Presidente e’ a inizio mandato.

L’esecutivo dunque ha davanti a se’ l’impegno di governare, il Presidente di essere garante della Costituzione secondo una fisiologica situazione di pesi e contrappesi come previsto dalla stessa Carta. Ovviamente tra le sfide più impegnative per il 2023 resta ineludibile quella della fine del conflitto ucraino. L’Italia vede i suoi vertici compatti nella condanna dell’invasione russa e nella ricerca di una soluzione alla guerra. 

Nei rapporti con l’Europa, Mattarella ha già indicato da anni la sua linea di pensiero, confermata nel recente discorso a Maastricht e nell’incontro con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen: la Ue deve rafforzarsi seguendo l’esempio di quanto messo in campo durante la pandemia, in una opera di rafforzamento solidale delle due politiche e delle sue istituzioni. Dunque l’attivita’ diplomatica del Presidente proseguira’ nei prossimi mesi secondo la linea di europeismo e atlantismo ma con un ancoraggio multilaterale.

E dopo la pausa dovuta alla fine della pandemia e alla conclusione del primo mandato, il capo dello Stato riprenderà il filo delle visite di Stato nei paesi europei e in quelli Nato senza mai dimenticare Africa, Asia e Sud America. Ovviamente restano fissati i periodici impegni del vertice di Arrajolos, che quest’anno si terra’ nella sede originaria di Arrajolos il 5 e 6 ottobre, mentre il simposio europeo del Cotec dovrebbe vedere ospite proprio l’Italia. I primi impegni del 2023 saranno pero’ tutti nazionali, a cominciare dalla visita a Bergamo e Brescia, capitali della cultura italiana che festeggeranno l’inaugurazione dell’anno il 20-22 gennaio. Il Presidente ospiterà poi al Quirinale le celebrazioni della Giorno della memoria, il 27 gennaio, a cui seguirà il Giorno del ricordo.

L’attività istituzionale del Presidente seguirà dunque un percorso di ritorno alla normalità dopo gli anni del covid, le crisi di governo e le elezioni anticipate e dunque in agenda ci saranno tutti i principali appuntamenti di rigore, dalle inaugurazioni degli anni accademici a quelle dell’anno giudiziario, dal recupero della riunione del Consiglio supremo di Difesa rinviata per il covid alle presenze alle riunioni plenarie del Csm. Dopo la pausa estiva il Presidente avrà tra i suoi impegni alcune visite di Stato, l’inaugurazione dell’anno scolastico, la consegna delle onorificenze della Repubblica e a fine anno di nuovo gli auguri a corpo diplomatico e alte cariche.

Ma è inutile guardare troppo avanti, gli anni recenti hanno insegnato che le sorprese sono dietro l’angolo e ogni previsione può essere cambiata, e il Presidente attende il prossimo anno avendo sempre sulla scrivania i precedenti dei suoi predecessori e la Costituzione. 

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