Non è speculazione, «è la legge dell’offerta e della domanda». Ad affermarlo è Simone Demarchi, l’amministratore delegato di Axpo Italia, la società controllata dal maggiore produttore svizzero di energie rinnovabili, nonché leader internazionale nel trading di energia e nella commercializzazione di energia solare ed eolica. «C’è anche speculazione, che tra l’altro ha anche un lato estremamente utile per dare liquidità ai mercati, ma la situazione attuale è soprattutto legato al fatto che manca il gas», spiega commentando l’attuale situazione energetica e chi parla di speculazione sui mercati e sottolineando che «era la stessa speculazione che nel 2020, in piena pandemia, ha fatto andare il gas a 4 euro».
Per spiegare meglio il concetto, Demarchi spiega metaforicamente: «C’è un paese di 40 persona che hanno fame. Sono state chiuse tutte le linee di commercio con i paesi intorno e l’unico forno del Paese sforna 35 pagnotte al giorno. Ora possiamo anche prendercela con gli speculatori ma io credo che il problema principale sia che ci sono 40 persone da sfamare e 35 pagnotte disponibili. Quindi o ci si mette d’accordo affinché ognuno mangi un po’ meno pagnotte oppure si pagherà di più. La legge della domanda e offerta, praticamente, esiste dai tempi di Neanderthal». E attualmente, aggiunge l’ad di Axpo Italia, «ci troviamo in una situazione in cui manca 30% – 40% di gas e tutti abbiamo la necessità di gas».
Nei mesi passati, osserva l’ad di Axpo Italia, «alcuni tra i più grossi trader del mondo hanno avuto problemi di liquidità legati a questo aumento dei prezzi sconsiderato. Ci si dovrebbe rendere conto che il problema di questi prezzi è legato al fatto che la gente, le municipalizzate avevano paura di ritrovarsi senza gas. Questo è la motivazione principale che ha generato questo livello dei prezzi».
Ora, rileva, «che questo inverno tutto sommato, in qualche maniera, pensiamo di sfangarla, i prezzi spot lentamente stanno rientrando. Ora tutta la paura è legata sui prezzi del prossimo inverno non su quello che sta succedendo adesso». Per Demarchi un’eventuale riforma del Ttf, oggi al centro delle polemiche, non sarebbe risolutiva. «Ho visto mercati molto molto molto meno liquidi del Ttf e molto molto più influenzabili. Ma magari mi sfugge qualcosa». Per l’ad di Axpo Italia «è fantasiosa» l’idea di risolvere la situazione con l’introduzione di un tetto al prezzo del gas dinamico sulla base delle oscillazioni di mercato basato sui principali mercati del gas piuttosto che usare il Ttf «che è banalmente un incrocio tra domanda e offerta».
«Non sono contrario a una nuova indicizzazione se si ritiene che questa indicizzazione rappresenti una maniera più corretta per misurare l’andamento dei prezzi del gas. Dopodiché se in Asia pagheranno il prezzo più alto di noi, le navi con il gas andranno in Asia», osserva Demarchi. «Possiamo mettere tutti i cap che vogliamo ma se poi il prezzo in Europa è troppo basso non arriva il gas e se non arriva il gas siamo punto a capo».
Insomma, quella storia del Cap dinamico non convince l’ad di Axpo Italia: «Non capisco il concetto. Se serve dire abbiamo fatto qualcosa come Europa tutti insieme va bene, facciamolo. Da cittadino mi piacerebbe che gli stessi che si stanno combattendo per aver un cap dinamico una volta raggiunto l’accordo si chiudessero in un ufficio e si dicessero come risolviamo il problema», spiega.








