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[L’analisi] L’azienda ferroviaria statale Russian Railways è in default. E mezzo miliardo di Unicredit è a rischio

La scorsa estate, il gruppo UniCredit ha concesso a Russian Railways – principale datore di lavoro del Paese, con oltre 700mila dipendenti – un finanziamento internazionale legato alle performance ambientali, prima azienda del settore dei trasporti in Russia ad assicurarsi questo tipo di finanziamento. Ora la compagnia statale è stata dichiarata inadempiente da una commissione di controllo sui derivati dopo aver mancato il pagamento di interessi su un bond.

Nel dettaglio, si è trattato di una linea di credito legata alla sostenibilità da 585 milioni di franchi svizzeri (circa 545 milioni), a 7 anni, con interessi correlati al raggiungimento degli obiettivi annuali di sviluppo sostenibile dell’azienda, in base alla strategia ecologica fino al 2030 (riduzione delle emissioni, del consumo di acqua e della percentuale di residui da smaltire). 

Complessivamente, come dichiarato dalla banca l’8 marzo, l’esposizione cross border di Unicredit nei confronti di clientela russa è pari a circa 4,5 miliardi di euro, al netto delle garanzie di circa 1 miliardo da parte di Export Agencies pubbliche non russe, e rappresenta circa 3 miliardi di RWA.

L’esposizione è quasi interamente verso le principali multinazionali russe, per lo più in valute euro e dollari, con contratti regolati da leggi internazionali e soggetti a tribunali internazionali. Le controparti impattate dalle sanzioni rappresentano meno del 5% della esposizione cross border complessiva. Le principali esposizioni del portafoglio sono relative per circa il 30% verso il settore petrolio e il gas, per il 20% ciascuno verso i trasporti e i macchinari & metalli, per il 10% verso i prodotti chimici, per l’8% verso le istituzioni finanziarie e la parte residua verso un mix di altri settori.

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