Gli Stati Uniti vorrebbero imporre “sanzioni senza precedenti” per colpire l’economia russa, incluso il settore energetico, ma a Washington adesso sembra prevalere il pragmatismo. Per tenere conto delle differenti posizioni di alcuni partner chiave, come Roma.
Lo ha detto apertamente la vicepresidente Kamala Harris, che ha spiegato di comprendere “le preoccupazioni dell’Italia” per eventuali misure che metterebbero a rischio le forniture di gas di cui il nostro Paese, ma anche la Germania, ha bisogno.
Le potenze occidentali concordano sul fatto che la risposta a Vladimir Putin, in caso di invasione dell’Ucraina, debba essere “coordinata”, anche con “sanzioni economiche e finanziarie contro un’ampia gamma entità ed individui”. Lo hanno ribadito i ministri degli Esteri del G7 a Monaco. Entrando nello specifico, tuttavia, ogni Paese sta valutando le ricadute delle singole misure sulle rispettive economie. E gli Stati Uniti, che guidano il fronte di chi vorrebbe colpire lo zar più duramente, hanno preso atto che per una risposta unitaria bisogna accogliere le riserve altrui.
“Questa è un’alleanza di Paesi in cui ognuno ha le proprie priorità e le preoccupazioni su ciò che faremo e sull’impatto” delle contromisure alla Russia per le economie e la sicurezza occidentali, ha spiegato Kamala Harris in un briefing con i media dalla Baviera, rispondendo ad una domanda proprio sulle riserve dell’Italia per una stretta al settore energetico. Anche a Roma “non si può negare di avere le proprie preoccupazioni, lo facciamo tutti, fa parte di questo processo”, ha sottolineato la numero due della Casa Bianca.
E che l’Italia sia la “più esposta” alle forniture russe di gas lo ha spiegato chiaramente il premier Mario Draghi, ricordando che altri Paesi possono contare anche sul nucleare ed il carbone. Evitare sanzioni sull’energia è una priorità condivisa con la Germania, e da questo punto di vista il messaggio distensivo di Kamala Harris è rivolto indirettamente anche a Berlino. Che sul gasdotto Nord Stream 2 ha puntato molto, nonostante le resistenze americane.
Secondo il governo tedesco, del resto, qualunque tipo di sanzione “colpirà duramente anche la nostra economia”, ha rilevato il ministro dell’economia Robert Habeck. La considerazione di Washington per le posizioni degli alleati è anche un riconoscimento dei loro sforzi diplomatici per disinnescare la crisi ucraina. Quanto all’Italia, ha specificato Harris, “è molto presente nei colloqui su come procedere per arrivare allo scopo di dissuadere la Russia dall’invadere”.
E su questo fronte, il prossimo passo del governo potrebbe essere una missione di Draghi a Mosca, per un incontro richiesto da Putin. Una missione delicata, che viene preparata con prudenza ed attenzione, nella consapevolezza che il successo non sia affatto scontato. L’obiettivo del premier italiano è far sedere allo stesso tavolo il leader russo ed il presidente ucraino Zelensky, ma in questo clima di perdurante contrapposizione la cautela sui passi diplomatici da compiere, anche a Roma, rimane d’obbligo.








