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[L’analisi] Joe Biden ai dem: «Visto cos’è successo in Italia?»

“Avete appena visto cosa è accaduto in Italia alle elezioni. Vedete cosa sta succedendo nel mondo. La ragione per cui mi preoccupo di dire questo è che non potete essere ottimisti neppure su cosa accadrà qui. Non voglio esagerare, ma non voglio neppure minimizzare”: Joe Biden ha evocato l’esito del voto italiano mentre lanciava un monito sul destino della democrazia e sui rischi di una deriva trumpiana al voto di Midterm, spiazzando così la linea ufficiale di Washington di apertura al nuovo governo e mandando in fibrillazione le diplomazie dei due Paesi.

Le sue parole a braccio vanno contestualizzate in un evento elettorale ma sembrano tradire i suoi veri timori sulla svolta a destra in Italia trainata da Giorgia Meloni dopo la luna di miele con l’esecutivo Draghi. Dalla Casa Bianca, contattata dall’ANSA, non sono arrivate finora precisazioni. Non sarebbe quindi una gaffe, come quella in cui il presidente era inciampato poche ore prima in una conferenza sulla fame, dove aveva chiesto pubblicamente di Jackie Walorski, la deputata repubblicana dell’Indiana morta in agosto in un incidente stradale. Biden stava parlando in una residenza privata al ricevimento per i governatori democratici. “Siamo ad un punto di svolta storico”, ha ribadito, ricordando di essersi candidato dopo l’attacco “nazista” e “suprematista” di Charlottesville, cui Donald Trump reagì affermando che “ci sono brave persone da entrambe le parti”.

“E’ in gioco la democrazia”, la sfida è tra “democrazie ed autocrazie”, ha ammonito, prima di citare il caso italiano per lanciare l’allarme nel caso in cui alle elezioni di Midterm dell’8 novembre vinca un partito repubblicano “che non è più quello dei vostri padri” ma quello plasmato da Trump. Ossia dal suo movimento estremista Maga (dall’acronimo del suo slogan elettorale Make America Great Again), che ha “una tinta di fascismo”, ha detto, dopo averlo accusato a fine agosto di avere una ideologia “semi-fascista”. Biden è preoccupato del ruolo che potrebbero avere nel prossimo Congresso i candidati del tycoon, il 92% dei quali ha vinto le primarie repubblicane.

Ma l’evocazione del mutato scenario politico italiano ha colto in contropiede la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato, che avevano concesso prudenti aperture di credito per mantenere Roma agganciata all’alleanza euro-atlantica e alla coalizione pro Kiev. “Siamo ansiosi di lavorare con il governo italiano sui nostri obiettivi condivisi: sostenere un’Ucraina libera e indipendente, rispettare i diritti umani e costruire un futuro economico sostenibile”, aveva twittato lunedì il segretario di Stato Usa Antony Blinken, sottolineando che “l’Italia è un alleato fondamentale, una democrazia forte e un partner prezioso”. Una linea poi ribadita anche dal Dipartimento di Stato e dalla stessa portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre: “L’Italia è un alleato della Nato, un partner del G7 e dell’Ue, e lavoreremo con il Paese sulle questioni comuni come la guerra in Ucraina”.

Il principale timore a Washington – secondo Politico – è che la premier in pectore Giorgia Meloni, in passato allineata a molte politiche di Donald Trump, possa ridurre il contributo italiano alla difesa ucraina con un effetto domino spingendo alleati occidentali chiave a privilegiare una soluzione negoziata della guerra. Come ha chiesto anche il tycoon sul suo social Truth. Ma molti si sentono rassicurati dal tweet con cui Meloni ha ribadito l’impegno dell’Italia a continuare il suo sostegno a Kiev e tra i dem c’è anche qualche ottimista: “Fino a poco fa, l’idea che un partito con le sue radici nel mondo neo-fascista post seconda guerra mondiale avrebbe guidato il governo in Italia era impensabile, ma non penso che per l’Ue o per la coalizione Nato sarà il disastro che è stato previsto in alcuni ambienti”, ha commentato il senatore Chris Coons, il parlamentare forse più vicino a Biden.

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