Secondo quanto rilevato da una ricerca di Goldman Sachs, il rischio che l’economia entri in recessione nel prossimo anno è del 30% negli Stati Uniti, del 40% nell’area euro e del 45% nel Regno Unito. Ma i dati dipingono un «quadro contrastante. Sul versante pessimistico, la risposta della politica monetaria e fiscale potrebbe essere più limitata del solito e le tensioni energetiche sono il rischio principale in Europa. Sul fronte dell’ottimismo, le aspettative di inflazione e salari a lungo termine appaiono ancora per lo più agganciate e permangono sostanziali opportunità di miglioramento sul fronte dell’offerta», concludono gli analisti.
«I prezzi del petrolio sono crollati oggi, con il Brent in calo di oltre il 10% rispetto ai massimi del mattino. Riteniamo che questo movimento sia stato determinato dai crescenti timori di recessione a fronte di una scarsa liquidità di negoziazione, mentre i dati tecnici hanno esacerbato il sell-off» evidenzia il report di Goldman Sachs. Il calo dei prezzi e dei «margini di raffinazione da metà giugno equivale ora a una revisione al ribasso dell’1,1% delle aspettative di crescita del Pil mondiale per il periodo 22-2023».








