Il vice direttore del Corriere della Sera Daniele Manca commenta le misure contro i rincari dei carburanti varate dal Governo. “I controlli si infittiscono. Così come i controllori. Nella speranza che tutto non finisca come in passato: con una commissione o con un commissario. Siamo molto abili a stilare leggi e a istituire uffici, molto meno a fare in modo che siano efficaci. Anche banalmente a misurarne l’attività e i risultati. Resta l’ultima istanza del governo. Ma si sbaglierebbe a pensare che basterà intervenire su questa o quella speculazione, posto che ce ne siano, per fare sì che il prezzo dei carburanti possa scendere. Sarebbe un illudersi. Cartelli e speculazioni vanno severamente perseguiti. Piuttosto c’è da chiedersi perché non ci sia un analogo attivismo nei periodi non di picco dei prezzi.
E’ nei periodi «normali», anche dei prezzi, che si vede il buon funzionamento di uno Stato.
C’è anche da chiedersi se abbiamo fatto funzionare al meglio uno degli antidoti migliori al rialzo dei prezzi ingiustificato, vale a dire la «concorrenza».
L’azione per evitare una corsa dei costi dei carburanti sarà tanto più meritoria ed efficace se si comprende quanto faccia parte di una guerra ben più complicata e difficile che è quella all’inflazione.
Il nome di Carlo Azeglio Ciampi è quello che ricorre di più nei momenti di alta inflazione. Fu in grado di mettere attorno a un tavolo le organizzazioni di imprenditori e sindacati per stilare l’accordo del 1993, che a ragione viene indicato come uno dei momenti di svolta nella storia del nostro Paese. Si comprese che quell’inflazione era indice anche di un malfunzionamento dello Stato. E l’intuizione fu quella di fare della battaglia ai rincari un impegno collettivo che diede inizio a una stagione di riforme. Oggi – conclude Manca – sarebbe un errore sottovalutarne la portata e non comprendere quanto, tra riforme ancora da fare e lotta all’inflazione, è il Paese intero a essere chiamato in causa, non una parte”.
La montagna e il topolino
“Alla fine la montagna ha partorito un topolino: le accise restano alte e si impone solo un monitoraggio dei prezzi alla pompa”. Anche Francesco Bei su Repubblica commenta le misure contro i rincari. Quanto deciso dal governo, spiega Bei, “è una smentita delle parole d’ordine usate come arma di propaganda in quella campagna elettorale permanente che ha portato un piccolo partito sovranista a conquistare la guida di una grande nazione europea. Si scopre che il provvedimento del governo Draghi, preso in un momento drammatico, con la necessità di raffreddare di 30 centesimi al litro il prezzo dei carburanti schizzato in alto, era popolare ma estremamente costoso. Magari necessario in quel frangente storico. Ma insostenibile nel lungo periodo per un Paese indebitato come il nostro. I paragoni storici sono sempre rischiosi, ma non sono passati molti anni da quando in Francia si alzò un’onda di mobilitazione antigovernativa proprio sulla questione del rialzo del prezzo del carburante. Quei Gilet Gialli anti-establishment urlarono la loro rabbia e bloccarono le strade di tutta la Francia per un aumento del carburante che oggi fa sorridere”.
“Benissimo invogliare la concorrenza mostrando il prezzo medio giornaliero e vigilare sui prezzi in autostrada, eppure queste norme minime suonano come un’ammissione di impotenza di un governo che sa di non avere spazi fiscali per fare di più”.
Ecco allora in base ai dati sui carburanti comunicati dai gestori per la data di martedì 10 gennaio la situazione alle ore 14 sulla rete italiana. La ‘mappa’ è realizzata dal Codacons ed è sul prezzo ‘servito’. L’associazione ha estrapolato, regione per regione, i prezzi più alti tra quelli comunicati al ministero.
ABRUZZO
Autostrada A14 Bologna-Bari-Taranto, Morro d’oro (TE), benzina 2,344 euro gasolio 2,431 euro
BASILICATA
Lauria (PZ), benzina 2,139, gasolio 2,189 euro
CALABRIA
Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, benzina 2,344, gasolio 2,431 euro
CAMPANIA
Ariano Irpino (AV), benzina 2,372, gasolio 2,402
EMILIA ROMAGNA
Autostrada A14 Bologna-Bari-Taranto, Castel San Pietro Terme (BO), benzina 2,444, gasolio 2,531 euro
FRIULI VENEZIA GIULIA
Pordenone, benzina 2,300 euro, gasolio 2.387 euro
LAZIO
A1 Milano-Napoli, Castrocielo (FR), benzina 2,367 euro gasolio 2,454 euro
LIGURIA
Autostrada A12 Genova-Sestri (GE), benzina 2,387 euro, gasolio 2,474 euro
LOMBARDIA
Autostrada A21 Piacenza-Brescia, Cremona (CR) benzina 2,449 euro, gasolio 2,499 euro
MARCHE
Autostrada A14 Bologna-Bari-Taranto, Mondolfo (PU) benzina 2,387 euro, gasolio 2,474 euro
MOLISE
LARINO (CB), benzina 2,294, gasolio 2,381
PIEMONTE
Autostrada A7 Serravalle-Genova, Arquata Scrivia (AL), A26 Voltri-Gravellona, Raccordo con A7 Novi Ligure (AL), benzina 2,366 euro, gasolio 2,453 euro
PUGLIA
Taranto, benzina 2,399, gasolio 2,499
SARDEGNA
Poltu Quatu – Arzachena (OT), benzina 2,199 euro, gasolio 2,299 euro
SICILIA
Ustica (PA), benzina 2,497 euro, gasolio 2,497 euro e Strada Statale Lentini (SR), benzina benzina 2,354 euro, gasolio 2,441 euro
TOSCANA
CAMAIORE (LU), benzina 2,334 euro, gasolio 2,421
TRENTINO ALTO ADIGE
A22 Brennero-modena, Lavis (TN), benzina 2,298 euro, gasolio 2,299 euro
UMBRIA
Statale E/45 Deruta (PG), benzina 2,294 euro, gasolio 2,381 euro
VALLE D’AOSTA
A5 Aosta-Quincinetto, Chatillon (AO), benzina 2,214 euro, gasolio 2,284 euro
VENETO
Statale Mira (VE), benzina 2,294 euro, gasolio 2,381








