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[L’analisi] Ecco il progetto di Draghi e Macron: gli Stati Uniti d’Europa. Il discorso svolta del premier italiano nell’aula quasi vuota di Strasburgo  

Un discorso da statista, che segna una svolta nella politica Ue. Sono questi i primi commenti all’intervento tenuto dal presidente del Consiglio Mario Draghi ieri davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo. Un discorso importante che si svolge però in una cornice scarna, con molti scranni vuoti.

Il progetto degli Stati Uniti d’Europa

“Draghi traccia un progetto di rifondazione dell’Unione” commenta Ilario Lombardo inviato del Quotidiano La Stampa. “Gli Stati Uniti d’Europa immaginati dal premier italiano sono fondati su quattro o cinque pilastri precisi. Sono le sfide che la guerra in Ucraina ha brutalmente imposto al patto europeo. Una crisi che è insieme umanitaria, securitaria, energetica ed economica”. Questa è solo la premessa, la cornice, e già contiene la proposta di un nuovo federalismo «che abbracci tutti gli ambiti colpiti dalle trasformazioni in corso». Difesa unica, coordinamento energetico, revisione delle regole fiscalie del Patto di Stabilità, politiche migratorie comuni. «Se ciò richiede l’inizio di un percorso che porterà alla revisione dei Trattati lo si abbracci con coraggio e con fiducia». 

Emiciclo quasi vuoto

“L’emiciclo che ascolta Draghi è per buona parte vuoto – osserva Lombardo – Ci sono perlopiù i deputati italiani. Il clima non è solenne, anzi le reazioni appaiono fredde, gli applausi a singhiozzo. Chi è più abituato a frequentare questi corridoi sostiene che sono stati due anni di pandemia a impigrire i parlamentari, che votano e se ne vanno. L’accordo, origliamo da due membri degli staff, era di ridurre il confronto con il premier solo ai capigruppo” scrive ancora Lombardo su La Stampa. 

L’asse con Macron

“I tempi stretti rischiano però di non far comprendere appieno la portata del progetto che Draghi offre per l’Europa che nascerà sulle macerie di Bucha e Mariupol. Il presidente del Consiglio anticipa e idealmente si collega a Emmanuel Macron che qui, il 9 maggio, nella giornata dell’Europa, chiuderà la Conferenza sul futuro dell’Unione. Quest’anno non sarà una celebrazione come le altre. Quel giorno, a Mosca, i russi festeggeranno la loro Giornata della Vittoria, la fine della Grande Guerra Patriottica, sul cui mito Vladimir Putin pensa di rivestire di gloria un massacro. Al confine estremo dell’Est, nelle città smembrate dalle bombe e dai tank russi, si interroga il futuro dell’Ue. L’idea di una architettura più attuale, capace di aderire al nuovo scenario globale, è comune in Draghi e Macron”.

Un altro piano di aiuti europei

Il premier conta su questo asse, quando dice che «dobbiamo superare il principio dell’unanimità, da cui origina una logica intergovernativa fatta di veti incrociati». Solo così l’Europa sarà «capace di decidere in modo più tempestivo»: ristrutturando istituzioni «inadeguate per la realtà che d si manifestaoggidavanti». Nessun bilancio nazionale, sostiene Draghi, è in grado di affrontare da solo l’effetto dei rincari di energia e materie prime. Un problema che continua da mesi, ben prima della guerra, e sul quale il premier e il presidente francese vorrebbero replicare «lo sforzo finanziario europeo» che ha generato il Next Generation Eu. I costi del conflitto hanno peggiorato il quadro, hanno un impatto asimmetrico che ha bisogno di«misure dicompensazione». Il rischio, altrimenti, è che «il nostro continente sprofondi nella recessione». Gli strumenti che l’Ue ebbe il coraggio di partorire contro il Covid tornano utili ancora oggi. Draghi, per esempio, propone di ampliare il Sure, il fondo a sostegno dell’occupazione, per attenuare l’impatto dei rincari energetici. Sulla sicurezza, invece, propone una conferenza sulle spese militari, «per razionalizzare gli investimenti», data l’eccessiva dispersione tra gli Stati. Intravede una possibilità, Draghi, nel progetto della Difesa comune. L’Ue ha tre volte la spesa militare della Russia, ma si divide in 146 sistemi di difesa. «L’autonomia strategica passa prima di tutto da una maggiore efficienza».

Le semplici verità di SuperMario 

Anche Andrea Bonanni corrispondente da Bruxelles di Repubblica commenta molto positivamente il discorso di Mario Draghi. E sottolinea come Draghi abbia esposto alcune verità semplici, collegate però tra loro da un pensiero complesso. Visto il forte legame che li unisce, e la sostanziale identità di vedute, è lecito ipotizzare che quanto ha detto ieri il capo del governo italiano spiani la strada a quanto dirà il 9 maggio, sempre a Strasburgo, il presidente della Repubblica francese appena rieletto. Entrambi, infatti, sono consapevoli che la macchina dell’integrazione europea debba essere urgentemente rimessa in movimento”. 

Lo sbarramento del nazionalismo sovranista

“Ma sanno anche che non sarà affatto facile farla avanzare tra i due fuochi del nazionalismo sovranista, ad Est, e del nazionalismo egoista, al Nord. Il ragionamento di Draghi è lineare. Nel pieno dell’invasione dell’Ucraina, l’Italia vuole innanzitutto la pace. Ma senza mettere sullo stesso piano l’aggressore e l’aggredito perché, spiega, tra gli aggrediti ci siamo anche noi e il nostro sistema di valori. Ma proteggere l’Ucraina ha un costo altissimo, che si somma a quello lasciato in eredità dall’epidemia di Covid e da una inflazione in rapida crescita. Gli strumenti per rispondere a queste emergenze devono dunque essere europei, sul modello di quanto già fatto con Next Gen Eu che ha creato per la prima volta un debito comune. La conclusione di questa esposizione è semplice: per rispondere alle sfide economiche così come a quelle politiche e di sicurezza l’unica soluzione è l’Europa. Draghi propone dunque un approfondimento dell’integrazione che egli sa benissimo essere condiviso solo da un ristretto numero di Paesi. Ma se c’è mai stata una contingenza storica che può consentire all’Europa di fare il salto di qualità inseguito da anni, questa si sta manifestando ora. Draghi, ieri, ha aperto la strada”.

Qui il discorso integrale (https://www.ripartelitalia.it/ecco-il-decalogo-della-nuova-europa-di-super-mario-costruire-un-sistema-di-difesa-militare-comune-finanziare-i-paesi-che-restano-indietro-e-superare-lunanimita-e-ri/).

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