“Dopo un anno, Giorgia Meloni è saldamente in sella a Roma, sa che ampie parti dei cittadini sono con lei.
Come figura di spicco della ‘nuova destra’, ora il suo focus è l’Ue”.
Viene introdotto così il commento pubblicato online e in prima pagina sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, che parla del ruolo della premier come “più efficiente e potente picchio” rispetto al cosiddetto “muro antincendio” verso destra in Europa.
Dopo un anno, scrive Matthias Rüb, Meloni “guadagna popolarità internazionale”.
“Al contrario” del cancelliere Scholz a Berlino, Meloni “non è di fronte a sconfitte nelle prossime elezioni regionali e non deve subire scossoni nei sondaggi”, continua l’articolo, secondo cui la presidente del consiglio non deve nemmeno spaventarsi per i sussurri da sinistra di un “governo tecnico”.
Ancora meno dovrebbero preoccupare la premier le lamentele per una presunta imposizione autoritaria (“Gleichschaltung”) del pensiero di destra “perché l’egemonia degli operatori culturali e mediatici di sinistra viene messa in discussione”.
Meloni, infatti, sa di avere il sostegno di ampi strati dei cittadini, scrive Rüb.
La sinistra in Italia parla di un “anno nero”, anche in riferimento al passato politico di Meloni e del suo partito di “destra conservatrice”, ma “non si vedono camicie nere a Roma in questi giorni”, mentre a Fratelli d’Italia “si sono già scrollati di dosso la loro eredità post-fascista anni fa”.
“Il bilancio del suo primo anno di governo, caratterizzato in gran parte dal pragmatismo, è tuttavia piuttosto scarso”, continua il commento, visto che, ad esempio, “il promesso contenimento dell’immigrazione clandestina non è avvenuto, anzi”.
Ma dopo il recente accordo sul meccanismo di crisi sull’immigrazione in Europa, “contro la volontà tedesca”, “Meloni può dire che l’Ue ha adottato la posizione dell’Italia e non il contrario”.
Scenario in cui viene sottolineata la collaborazione di Meloni con Ursula von der Leyen, “invece di attaccare” le politiche Ue.
Meloni vuole ora “promuovere la rinascita di un conservatorismo sicuro di sé a livello europeo nelle elezioni Ue del prossimo giugno: dalla politica familiare e demografica alla politica economica e di bilancio, fino alla politica ambientale e migratoria”, continua l’articolo, che poi ribadisce che il cosiddetto “muro antincendio contro una presunta destra pericolosa, in Italia non esiste”, “questo lo sapeva già Silvio Berlusconi”.








