“Solo 536 assunti con il Reddito. Il numero shock emerge dalla relazione della magistratura contabile sui crediti di imposta a favore delle imprese”.
Lo riporta il giornalista Sergio Rizzo in un articolo inchiesta su Affari e Finanza.
Il numero emergerebbe – secondo Rizzo – dal rapporto del magistrato della Corte dei conti Antonio Buccarelli sulla gestione dell’Inps nel 2020.
“La relazione ricorda che la legge sul reddito contiene una norma che consente a chi assume con contratto regolare i beneficiari di portare a credito d’imposta l’importo residuo del reddito. Che com’è noto ha una durata massima di 18 mesi” scrive Rizzo.
“In pratica, l’impresa che assume un giovane che percepisce, poniamo, un reddito di 600 euro da sei mesi, può beneficiare di un credito d’imposta di 7.200 euro. Mica male, no? Se ne ricava che verosimilmente tutti coloro che assumono un percettore di quel sussidio approfittano di questo bonus”.
“Perché mai dovrebbero rinunciarvi, anche se per importi più modesti di quello del nostro esempio? Ma se è così, per sapere quanti beneficiari del reddito di cittadinanza vengono assunti con contratti di lavoro regolari, basterebbe sapere quanti crediti d’imposta sul residuo del reddito sono stati autorizzati”.
“Nel 2020, a fronte di 3 milioni 693 mila percettori del reddito le istanze di credito d’imposta accolte sono state 254. Duecentocinquantaquattro, ovvero lo 0,0068%. Per un importo complessivo di un milione 244 mila euro: in media 4.897 euro per ogni posto di lavoro”.
“Si potrà obiettare che il 2020 è stato un anno di grave crisi economica a causa del Covid, e non abbiamo i dati del 2021. Conosciamo però quelli del 2019, anno di prima applicazione della legge precedente alla pandemia, quando le domande di credito d’imposta accolte sono risultate 282” prosegue Rizzo.
Dal punto di vista della lotta alla povertà, punto decisamente importante a maggior ragione in questo periodo con i bilanci familiari messi a dura prova da inflazione e bollette monstre, è indiscutibile che la misura abbia un senso come del resto ha confermato anche l’Istat.
Diversamente in tutti i Paesi avanzati non sarebbero da molto tempo in vigore leggi di contrasto all’indigenza. “Ma le cifre esposte smentiscono che il reddito di cittadinanza sia un miracoloso volano per l’occupazione”.








