L’autonomia energetica italiana è possibile. La chiave sono le materie prime come acqua, vento, sole e rifiuti. Il Belpaese è tra i territori europei con la più bassa autonomia energetica ma è anche tra i più virtuosi in termini di crescita, avendo aumentato il proprio livello di 9 punti percentuali tra il 2000 e il 2019. Sul fronte dell’autonomia energetica, secondo una ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti in collaborazione con A2a e presentata nel corso del Forum in corso a Cernobbio, l’Italia è quintultima in Ue producendo nel proprio territorio solo il 22,5% di quella consumata, a fronte di una media europea del 39,5%.
Allo stesso tempo, tuttavia, è tra i Paesi più virtuosi in termini di miglioramento dell’autonomia energetica, avendo aumentato il proprio livello di 9 punti percentuali tra il 2000 e il 2019. L’incremento dell’Italia è pari a oltre 2 volte quello della Francia e oltre 4 volte quello della Spagna. Una crescita che ha consentito all’Italia di diventare seconda in Ue per disponibilità di fonti energetiche rinnovabili.
Acqua, vento, sole e rifiuti sono le materie prime italiane per poter aumentare il livello di autonomia energetica. Il Belpaese è tra i territori europei con la più bassa autonomia energetica ma è anche tra i più virtuosi in termini di crescita, avendo aumentato il proprio livello di 9 punti percentuali tra il 2000 e il 2019. Sul fronte dell’autonomia energetica, secondo una ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti in collaborazione con A2a e presentata nel corso del Forum in corso a Cernobbio, l’Italia è quintultima in Ue producendo nel proprio territorio solo il 22,5% di quella consumata, a fronte di una media europea del 39,5%.
Allo stesso tempo, tuttavia, è tra i Paesi più virtuosi in termini di miglioramento dell’autonomia energetica, avendo aumentato il proprio livello di 9 punti percentuali tra il 2000 e il 2019. L’incremento dell’Italia è pari a oltre 2 volte quello della Francia e oltre 4 volte quello della Spagna. Una crescita che ha consentito all’Italia di diventare seconda in Ue per disponibilità di fonti energetiche rinnovabili.








