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La sostenibilità sociale e ambientale nelle aziende: il report di Fondazione Nord Est e Bnl

Fondazione Nord Est e Bnl hanno presentato i risultati di un’indagine, realizzata su un campione di 300 imprese del Nordest con oltre 20 milioni di fatturato. La ricerca si riferisce alle strategie realizzate, alle prospettive di investimento e ulteriore impegno nell’ambito della sostenibilità sociale e ambientale.

Ciò che emerge riguarda l’impegno delle aziende, che si sono concentrate soprattutto sui temi del risparmio energetico e riduzione dei consumi (oltre il 90%), investimenti in tecnologie che tutelano l’ambiente (82,7%), la riduzione dei rifiuti (77,7%) e delle immissioni in atmosfera (73,6%). Riguardo le scelte più “radicali”, sono già parecchie le aziende campione a muoversi in tal senso: sulla riprogettazione dei prodotti (55,2%), il coinvolgimento di tutta l’organizzazione attraverso specifici corsi di formazione dei collaboratori e, infine, le attività di comunicazione esterna sulla sostenibilità che valorizzino il profilo green dell’azienda e il suo impatto sul territorio (35,6%).

Sul fronte della sostenibilità sociale, le principali azioni implementate sono state quelle dirette verso i propri dipendenti: in particolare, utilizzo dello smartworking (quasi l’80%, prevedibile in questa fase pandemica), orari flessibili (50,3%) e mensa aziendale (46,6%).

Il 59,9% degli imprenditori si attendono un ritorno degli investimenti fatti soprattutto in termini di reputazione dell’azienda e del suo marchio. Questo nonostante solo poco più di un terzo delle imprese realizzi una campagna di comunicazione esterna dedicata allo specifico tema della sostenibilità, preferendo in tal senso una comunicazione generale all’interno dell’azienda. In prospettiva, il 68,4% delle aziende sta progettando di sostituire il bilancio annuale con un report integrato, a cui affiancare ai dati economici-finanziari, anche indicazioni legate alla strategia e al modello di business dell’azienda, oltre a indicazioni di carattere ambientale, per fornire strumenti più completi di valutazione ai propri partner. Questo modello, in questo momento, è sviluppato solo dal 5,6% del campione. Un dato raddoppiato tra le aziende con oltre 250 dipendenti e che raggiunge il 27,1% per le imprese quotate in borsa.

Riguardo il futuro, i dati mostrano come ormai le imprese manifatturiere del Nord Est stiano progressivamente integrando la sostenibilità nella cultura di impresa. Infatti, nei prossimi anni, è stata confermata dalla maggior parte delle aziende l’impegno a sviluppare nuovi investimenti, soprattutto in ambito ambientale.

A margine della presentazione dei dati, ha parlato l’Amministratore Delegato di BNL e Responsabile del Gruppo BNP Paribas in Italia, Andrea Munari. «La sostenibilità è allo stesso tempo una rivoluzione industriale e culturale che sta trasformando il modo di agire delle aziende. È sempre più diffusa infatti la consapevolezza che essere un’azienda concretamente sostenibile significhi crescere in affidabilità e competitività, raccogliendo la sfida dei consumatori che, attraverso le proprie scelte, sollecitano sempre più la transizione verso un maggior rispetto dell’ambiente ed una più attenta cura delle persone e del loro benessere. In BNP Paribas questo è oramai realtà e il Positive Banking – il business coniugato con la sostenibilità ambientale, sociale ed economica – è alla base della nostra strategia aziendale a livello internazionale. La partnership di BNL con Fondazione Nord Est è l’occasione per condividere questa nostra esperienza con le aziende, contribuendo alla diffusione di una cultura di impresa orientata alla sostenibilità, per un futuro migliore a beneficio di tutti e soprattutto delle nuove generazioni».

Carlo Carraro, direttore scientifico di Fondazione Nord Est, sottolinea come «Questo studio realizzato grazie alla collaborazione tra BNL e Fondazione Nord Est, evidenzia ancora una volta l’importanza della sostenibilità come driver di una strategia aziendale che non solo catturi nuovi segmenti di mercato, ma rafforzi anche la posizione delle imprese nella loro filiera, permetta guadagni di efficienza, migliori i rapporti con dipendenti e fornitori, renda più facile l’accesso al credito. I dati sono chiari nell’identificare un processo che, sebbene ancora in fase di avvio, conduce le aziende a migliorare la propria redditività, soprattutto se adeguatamente sostenute dal sistema bancario che riconosce nella strategia di sostenibilità un fattore di minore rischiosità dell’azienda».

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