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La sicurezza tra inganni e ipocrisie | L’analisi di Goffredo Buccini

Goffredo Buccini, sul Corriere della Sera, affronta il tema della sicurezza, definendolo un argomento spesso trattato “tra inganni ed ipocrisie”.

“Cos’è la sicurezza? È un fattore che muta i destini elettorali, nella nostra Europa come nell’America di Trump. Perciò può diventare oggetto di strumentalizzazioni o di rimozioni. Sarebbe invece soprattutto una percezione da rispettare.

Per anni in Italia – ricorda l’editorialista – sono diminuiti i reati, eppure non è mai scemata una sensazione di pericolo diffusa soprattutto tra gli strati più deboli della popolazione. Il motivo è semplice: le statistiche incoraggianti non bastano a rasserenare una pensionata costretta ad attraversare di sera una piazza di spacciatori.

La sicurezza è anche una linea di faglia nell’eterna querelle fra ultimi e penultimi. La sicurezza dovrebbe essere infine un valore bipartisan. E in questo senso accomunarci tutti nella difesa del suo livello più alto: la sicurezza nazionale, materia delicata e spesso sgradevole”, aggiunge Buccini, ricordando tutti i risvolti – molti ancora da definire – del caso Almasri.

“Destra e sinistra, che per ragioni opposte ma convergenti sorvolano sul punto impancandosi in dispute morali o giuridiche, trattano gli italiani come fanciulli. La questione è tutta politica.

E dire che sia un affare di sicurezza nazionale porta assai vicino alla verità. Che la sicurezza nazionale collida con il diritto umanitario, e talvolta con l’immagine stessa di una nazione, è un brutale dato di fatto prossimo a quegli arcana imperii su cui si regge ogni statualità.

Esattamente ciò che ci ha impedito di rompere i rapporti con l’Egitto dopo l’infame destino riservato al nostro Regeni e il successivo, irridente atteggiamento delle istituzioni del Cairo.

In un mondo ideale manderemmo i nostri servizi a prelevare almeno il capo degli aguzzini di Giulio per processarlo qui, come fece Israele con Eichmann. Nel mondo reale, Al Sisi ci lasciò capire a quel tempo che poteva spedirci sulle coste un milione di migranti e chiuse la questione.

La materia è indigesta. Ma i nobili autoinganni – conclude Buccini – servono solo a spaccare il Paese magari racimolando qualche voto: non certo a renderlo più sicuro”.

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