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La sfida impossibile del mondo dell’auto per adeguarsi alla Ue: servono 100 mila camion a emissioni zero ogni anno. 50 mila colonnine e 700 stazioni di rifornimento ad idrogeno | L’analisi

L’Associazione europea dei costruttori di auto (Acea), in risposta alla proposta della Commissione europea sui nuovi standard di CO2 per tir e autobus (-45% dal 2030, -65% dal 2035 e -90% dal 2040), chiede che gli obiettivi di CO2 più elevati siano abbinati a «un’accelerazione significativa nell’implementazione delle infrastrutture e a un quadro rafforzato di incentivi e di tariffazione del carbonio».

«Raggiungere il -45% già entro il 2030 è molto ambizioso. Richiederebbe un’azione altrettanto ambiziosa da parte dei responsabili politici per garantire che gli altri attori della catena del valore dei trasporti e della logistica raggiungano gli stessi risultati», afferma Martin Lundstedt, presidente del consiglio dei veicoli commerciali di Acea e Ceo di Volvo Group.

Una riduzione di CO2 del 45% entro il 2030 significa che più di 400mila camion a emissioni zero dovrebbero essere sulle strade e almeno 100mila nuovi camion a emissioni zero immatricolati ogni anno. Questo richiederebbe oltre 50mila colonnine di ricarica in soli sette anni, di cui circa 35mila dovrebbero essere ad alte prestazioni. Inoltre, sarebbero necessarie circa 700 stazioni di rifornimento di idrogeno.

«Dato che oggi mancano quasi del tutto le stazioni di ricarica adatte alle esigenze specifiche dei camion, la sfida da affrontare è enorme», ha dichiarato il direttore generale di Acea, Sigrid de Vries. «Siamo preoccupati inoltre dal fatto che saranno solo i produttori di veicoli a pagare sanzioni elevate se altre parti interessate non faranno la loro parte, soprattutto dato il basso livello di ambizione che gli Stati membri stanno dimostrando sul regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi (AFIR)».

L’Acea, inoltre, si dice “allarmata” dalla mancanza di coordinamento tra le nuove proposte di riduzione di CO2 e la proposta Euro 7 per i veicoli pesanti pubblicata solo pochi mesi fa. L’Euro 7 – avverte Acea – non dovrebbe distogliere l’attenzione dalla transizione verso la neutralità climatica e dovrebbe essere coerente con gli investimenti necessari per centrare gli obiettivi di riduzione di CO2.

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