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La pressione fiscale 2022 in Italia sale al 43,5% | Il documento

Secondo quanto riportato dall’Istat, nel 2022 la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,5%, in aumento rispetto all’anno precedente, per effetto della crescita delle entrate fiscali e contributive (+7%) superiore rispetto a quella del Pil a prezzi correnti (+6,8%).

Nel 2022 – spiega l’Istat – le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche sono cresciute del 7,9% rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul Pil è pari al 48,8%. Le entrate correnti hanno registrato un aumento del 7,1%, attestandosi al 47,9% del Pil. In particolare, le imposte dirette sono cresciute dell’8,5%, principalmente per l’aumento dell’Irpef e dell’Ires. Questa dinamica è solo in parte compensata dalla contrazione delle ritenute sugli interessi e sui redditi da capitale e dell’imposta sostitutiva sul risparmio gestito.

Le imposte indirette hanno registrato una crescita anch’essa marcata (+6,3%), con aumenti significativi del gettito Iva – sostenuto dall’incremento dei prezzi al consumo – dell’Irap e dell’imposta sul Lotto e lotterie. In calo, invece, l’imposta sull’energia elettrica per effetto della riduzione delle aliquote di alcune accise. In crescita rispetto al 2021 risultano anche i contributi sociali effettivi (+6,4%), la produzione vendibile e per uso proprio (+7,9%) e le altre entrate correnti (+7,9%). L’aumento delle entrate in conto capitale (+77,5%) è dovuto principalmente alla crescita delle altre entrate in conto capitale e, in particolare, dei contributi agli investimenti dall’Unione europea relativi al Pnrr.

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