L’attacco di Israele all’Iran era nell’aria da tempo ma era difficile pensare che subisse un’accelerazione così improvvisa.
Indubbiamente il rapporto dell’AIEA sulla non compliance del governo di Teheran sul programma nucleare e la possibilità che l’arricchimento dell’uranio raggiungesse una soglia critica sono stati il catalizzatore dell’azione israeliana.
Ma ciò non basta a giustificare un’iniziativa bellica che può essere gravida di conseguenze in un’area così altamente esplosiva come il Medioriente.
Con l’attacco all’Iran, Netanyahu si sottrae in qualche modo alla pressione internazionale su Gaza e all’isolamento internazionale subito dal suo governo.
In effetti le reazioni delle varie capitali europee sono molto caute, come quelle dei Paesi arabi moderati, mentre gli Stati Uniti sostengono di non essere stati coinvolti nella decisione da Tel Aviv.
In definitiva, un Iran denuclearizzato e indebolito fa comodo a tutti.
Ma bisognerà vedere a quale prezzo.








