Una manovra sociale di circa 30 miliardi molto orientata – sottolinea sul Mattino Roberto Napoletano – a favore dei redditi medio-bassi e di quelli fissi.
Dà soldi a chi ha meno in modo strutturale.
Li pesca dalle entrate fiscali, che migliorano grazie alla crescita dell’occupazione, dai tagli alla spesa pubblica dei ministeri e da un po’ di deficit (9 miliardi) che è possibile in questa dimensione perché si è raggiunto l’accordo con l’Europa per un percorso di rientro da attuare non su quattro ma sette anni.
Qualcuno, ironizzando, potrebbe dire che ci vogliono i ministri di destra per fare una manovra di sinistra.
Quasi 20 miliardi di riduzioni di tasse e contributi: 12/13 per il cuneo fiscale fino a 40 mila euro, 4,5 miliardi per l’Irpef, che non sono più entrambi una tantum, 1,5 miliardi per il rinnovo del contratto degli statali, maggiori risorse per la sanità, riordino con il décalage degli sconti per le detrazioni e rivalutazione piena delle pensioni che con l’inflazione ai minimi non costa molto.
Il sacrificio chiesto alle banche è un’anticipazione, per questo non determina reazioni e contribuisce alla saldezza del quadro di finanza pubblica che è la maggiore garanzia per i mercati dell’affidabilità italiana.
Soprattutto perché si cumula ormai stabilmente con una serie di punti di forza riconosciuti.
Una posizione finanziaria netta decisamente positiva di oltre 150 miliardi, che esclusa la Germania gli altri grandi Paesi europei non hanno.
Una crescita consolidata post Covid che ha trasformato il tradizionale fanalino di coda europeo nel suo primo motore con il Sud che da fanalino del fanalino si è messo a correre più di tutti.
Una macchina degli investimenti pubblici e privati che si è rimessa in moto, ponendo finalmente al centro il Mezzogiorno, dopo un quarto di secolo di stasi diffusa interrotta ovviamente da qualche eccezione.
Qui bisogna migliorare ancora, ma le premesse ci sono e la burocrazia è chiamata a fare i conti con i poteri di supplenza se ostinatamente non volesse beneficiare delle semplificazioni introdotte.








