Stefano Lepri sulla Stampa parla dell’esecutivo di centrodestra e dei “sogni infranti sul muro della realtà”. “Dopo tre anni di governo Meloni – scrive l’editorialista – è ormai impossibile nascondere il divario fra le attese che erano state sollevate prima e la realtà di politiche piuttosto caute pur se condite con le strida di una propaganda politica faziosa. La manovra di bilancio per il 2026 su cui tanto si polemizza in questi giorni (seguendo il consueto rito autunnale) più che altro non cambia quasi nulla.
Sul tenore di vita degli italiani hanno pesato in questi tre anni tre fattori: un aumento dei prezzi cominciato improvviso nel 2022 e poi a poco a poco rallentato, comune anche agli altri Paesi europei; rispetto a questo, un recupero di salari e stipendi più lento da noi che altrove; nella misura in cui il recupero avveniva, maggiori trattenute fiscali per passaggio a scaglioni Irpef più alti. All’ultimo dei tre fenomeni, il drenaggio fiscale che inaspettatamente ha contribuito a riequilibrare i conti dello Stato, Giorgetti vanta che, sia pure per gradi, il governo ha reagito, soprattutto abbassando le aliquote Irpef sui ceti medi. Ma il secondo fenomeno resta, cosicché il potere d’acquisto di molte famiglie è tuttora inferiore ai livelli pre-Covid (di almeno il 5%).
Purtroppo – osserva Lepri – la possibilità di ottenere retribuzioni migliori è frenata dal cattivo andamento della produttività nel nostro Paese (calata di oltre un punto percentuale in 5 anni) anche rispetto a quelli vicini o simili. E qui dovrebbe essere il governo a darsi da fare, come già ha scritto Elsa Fornero qualche giorno fa, dandosi un progetto per rimuovere almeno alcuni ostacoli.
Non solo mancano novità, ma vecchi vizi sono tornati più forti di prima, come coccolare le parti meno efficienti del nostro sistema produttivo, o rendere sempre più astruse le leggi tributarie in continui scambi di favori fra politica e categorie; mentre la riforma costituzionale della giustizia non fa nulla per l’unica cosa che serva all’economia, ovvero sveltire le cause civili. Su come far progredire il Paese (anche dati i rischi del commercio) scarseggiano le idee. Mancano anche nell’opposizione, se ora si punta a tassare di più i ricchi, quando anche i migliori esperti della sinistra ritengono che non se ne ricaverebbe un gettito risolutivo”.








