La cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina arriverà oggi in Consiglio dei Ministri. Nuovi aiuti a Kiev che andranno ad integrare i contenuti del decreto approvato il 25 febbraio e che, insieme alle sanzioni in ambito Swift per la Russia e alla chiusura dello spazio aereo a Mosca, costituiranno l’ossatura del patto di ferro con l’Ue per fermare Putin.
E in più l’Italia oggi chiederà ai cittadini italiani di lasciare immediatamente la Russia.
Saranno chiusi anche tutti i voli europei e americani verso la Russia.
La decisione segue quella già presa dal governo americano e da quello francese.
Ieri sono stati cancellati molti voli provenienti dalla Russia dopo che parecchi stati hanno deciso di chiudere lo spazio aereo agli aerei di linea russi.
Ora l’Italia (con altri paesi) ha intenzione di chiudere anche i voli diretti in Russia e per questo sta chiedendo ai suoi cittadini di cercare di rientrare il più in fretta possibile, per evitare poi problemi in fase di rimpatrio.
Mario Draghi esprime “il pieno e convinto appoggio” dell’Italia al pacchetto di misure contro la Federazione Russa presentato dalla Commissione Europea e commenta: “L’aggressione dell’Ucraina è un atto barbaro e una minaccia per tutta l’Europa” che “deve reagire con la massima fermezza”.
Ponte aereo, armi e soldati
Non solo elmetti e giubbotti: attraverso un ponte aereo verranno messi a disposizione del governo di Kiev lanciarazzi, mitragliatrici e munizioni.
3.500 militari italiani
Dopo il via libera del Consiglio dei ministri di appena tre giorni fa al decreto che stanzia 174 milioni per il 2022-2023 proprio per finanziare le manovre militari – con circa 3.400 uomini e donne in divisa mobilitati – è il ministro della Difesa Lorenzo GUERINI a confermare che “l’Italia sta contribuendo con rapidità e convinzione alle decisioni prese in ambito Nato a seguito dell’inaccettabile e ingiustificata aggressione della Russia all’Ucraina”.
Per questo, ha spiegato, ” l’Italia potenzierà la propria presenza in Romania raddoppiando il numero degli Eurofighter già operanti nell’attività di airpolicing. Altri quattro aerei saranno inviati alla base di Kogalniceanu di Costanza”. Altro capitolo di spesa sono invece i 3 milioni di euro stanziati per le iniziative di protezione civile a sostegno della popolazione ucraina. Nell’ambito del Meccanismo europeo di protezione civile verranno inviate 200 tende da campo per un totale di mille posti letto. Rispetto invece allo schieramento di forze, l’Italia in accordo con la Nato potenzierà le missioni attualmente attive in Lettonia (la ‘Baltic guardian’), in Romania, dove appunto arriveranno altri aerei, e nel Mediterraneo orientale. La mobilitazione riguarderà fino al 30 settembre 1.350 militari delle forze ‘ad alta prontezza’, che risponderanno al Comando supremo alleato in Europa. Inoltre, se la Nato ritenesse utile in futuro schierare altre forze di deterrenza, l’Italia ha anche innalzato la prontezza di 2.000 unità di rinforzo, utili anche a dare eventualmente il cambio alle forze ‘rapide’ di cui è stato disposto il dispiegamento.
Caccia al gas
Mentre l’escalation della guerra e lo spettro del Nucleare mettono in allarme il mondo, il governo italiano deve attrezzarsi anche su un altro fronte: quello energetico. E per questo approverà una norma che, in caso di vera crisi nelle forniture di gas, consenta di usare temporaneamente le centrali a carbone. Vista l’emergenza e il veloce susseguirsi degli eventi, per il premier non c’è tempo da perdere.
Così, in stretto coordinamento con l’Ue, mette mano a due provvedimenti pesanti che solo in un secondo momento potrà illustrare al Parlamento. Sarà, infatti, martedì il giorno della nuova informativa del capo del governo alle Camere, che – in quella stessa occasione – voteranno anche una risoluzione. I tempi sono strettissimi e il conflitto in continua evoluzione, così questa mattina è prevista la prima riunione dei gruppi parlamentari, con l’obiettivo di mettere d’accordo con un testo unitario maggioranza ed opposizione.
Le sanzioni boomerang
Il sostegno unanime del Parlamento italiano, a cui peraltro ha fatto appello lo stesso presidente del Consiglio, in un momento tanto delicato sarebbe rilevante. Ma lo scoglio da aggirare attiene alle diverse sensibilità tra gli stessi partiti che sostengono l’esecutivo (Matteo Salvini, ad esempio, è critico sull’invio di armi all’Ucraina), oltre al timore diffuso e trasversale che le sanzioni si trasformino in un boomerang per l’economia dell’Italia, più esposta di altri Paesi insieme alla Germania, per le dipendenze dal gas russo. A tal proposito, sarebbe già in corso un approfondimento su come gestire le difficoltà delle imprese italiane che potrebbero essere colpite dall’esclusione di Mosca da Swift.
Tornare al carbone
Il secondo atto che arriverà in Consiglio dei ministri introduce una procedura che consente maggiore flessibilità nell’uso delle diverse sorgenti di energia elettrica. Oltre all’ipotesi del carbone, il governo sta definendo strategie e piani di emergenza se la situazione dovesse precipitare: si va da una maggiore flessibilità dei consumi di gas alle sospensioni nel settore industriale, dall’incremento del gas naturale liquefatto dagli Usa (con in prospettiva il miglioramento delle capacità di rigassificazione) fino ai gasdotti Tap dall’Azerbaijan, Transmed da Algeria e Tunisia e Greenstream dalla Libia portati a pieno carico.
Come risposta il colosso pubblico algerino degli idrocarburi Sonatrach si è detto pronto a fornire più gas all’Europa proprio attraverso il gasdotto Transmed. E sono in corso fitte relazioni diplomatiche per trovare anche altre forme alternative di approvvigionamento, a partire dagli Usa.
Le paure della politica
In giornata Draghi sente il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi con cui parla degli ultimi sviluppi della crisi.
Il Cav garantisce appoggio anche sulle iniziative contro il caro energia. Il segretario dem Enrico Letta chiede la sospensione del patto di stabilità europea finché dura la crisi: “Interi settori, lavoratori, famiglie andranno aiutati”. Matteo Salvini si distingue: “All’ Europa non chiedo di distribuire armi ma di perseguire la via del Santo Padre: confronto, dialogo diplomazia, sanzioni e non armi letali”. La frase gli attira una pioggia di critiche, da Iv al Pd fino ad Azione. M5s, con Giuseppe Conte, invoca invece “sostegni e accoglienza per gli ucraini” e “sanzioni alla Russia per fermare la violenza”. La proposta del Movimento è varare un Recovery di guerra per non lasciare famiglie ed imprese ad “affrontare uno tsunami con l’ombrello”.








