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La Legge di Bilancio e la fine delle illusioni | L’analisi di Stefano Lepri

“Mette da parte definitivamente le illusioni della destra al governo, la manovra di bilancio italiana”.

Così Stefano Lepri sulla Stampa osservando che la legge di Bilancio “anche quest’anno evita di sfasciare i conti pubblici, ma evidenzia che non ci sono soldi abbastanza per tutti coloro che si vorrebbe rappresentare: tra i «ceti medi operosi» sono blanditi quelli a reddito di lavoro autonomo, tartassati quelli a stipendio.

Pochi centesimi vanno alle pensioni minime, altro che «destra sociale».

Quanto ai proventi del concordato fiscale, ancora ipotetici, è già in corso una battaglia per spartirli tra diverse categorie di riferimento: la Lega che vorrebbe premiare ancora chi fin qui è stato favorito, Forza Italia che preferirebbe compensare chi non ha avuto.

Si può celebrare il successo dell’ultima emissione dei Btp, che sui mercati fa riscontro ai dubbi sui titoli francesi: Basta pagarli bene, gli investitori internazionali, mentre frattanto a Parigi qualcuno si affanna a spiegare che «la Francia non è l’Italia del 2011» benché lo stallo politico vi appaia perfino più grave.

L’Europa – sottolinea l’editorialista – purtroppo non sta bene, e la lotta politica minaccia, pur senza cambi di governo imminenti, di peggiorare le condizioni.

Non si investe su ciò che fa futuro: o meglio, gli investimenti e bene che li decidano i privati, ma le condizioni per realizzarli spettano allo Stato: l’istruzione, prima di tutto, poi la sanità e le infrastrutture materiali.

Cosicché, da noi ferve il lavoro per trovare capri espiatori a cui dare la colpa di ciò che non andrà bene, con l’ambientalismo in cima alla lista.

Ma forse occorrerebbe che questo governo si dedicasse a spiegare quale è la sua idea di crescita per l’Italia, dato che certi punti di forza nell’agricoltura e nel Made in Italy li abbiamo da sempre: che cosa vi si può aggiungere?

In generale, tutta l’Europa sembra soffrire di mancanza di idee nuove su che cosa produrre.

Per l’Italia è ancora peggio, dato un ritardo tecnologico in alcuni settori è evidente, che per di più e fatto risaltare da certe impennate misoneiste.

Per quanto nel breve termine la situazione possa apparire tranquilla – conclude Lepri – se si prosegue così il nostro debito aumenterà, come ammonisce il Fondo monetario”.

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