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[Lo scenario] La Germania può fare a meno del gas russo. Ma l’Italia si è preparata meglio 

La Germania può rinunciare al gas russo, e dovrebbe anche farlo: secondo gli economisti del DIW, la locomotiva europea non andrebbe in rovina, infatti, nonostante diversi punti di perdita del Pil. È questa la posizione espressa a Berlino da Claudia Kemfert, dell’istituto economico tedesco, in un incontro con la stampa estera del Vap, dove ha presentato uno studio che dimostra come il temutissimo embargo sia in realtà “fattibile”. Per compensare il gas russo, l’industria tedesca deve, nel breve periodo, risparmiare (si potrebbe fare a meno di una quota fra il 19 e il 26% con un programma adeguato), e diversificare, puntando ad esempio sulle importazioni da paesi amici e vicini come Norvegia e Paesi Bassi. Nel medio periodo, si deve puntare invece sul potenziamento delle rinnovabili, la linea del governo di Olaf Scholz e del verde Robert Habeck. 

Solo il 9 per cento dell’elettricità è a rischio

Attualmente la dipendenza dal gas russo è del 40%, ma va aggiunto che la produzione di elettricità in Germania dipende solo per il 9% da questo tipo di fonte. “Nel nostro studio abbiamo dimostrato che l’embargo poò funzionare. Presupposto necessario è chiaramente il risparmio energetico, e questo si può fare solo insieme all’industria”, ha spiegato. È chiaro che ci sarebbero dei danni economici, e stando ai calcoli ritenuti più affidabili, ammette, si rischia un calo dal 3 al 6% del Pil tedesco. “Ma oggi con questa Russia non si possono fare più affari”, ha incalzato Kemfert, che non risparmia critiche all’industria, in grado di condizionare il governo al punto da “isolare” la Germania a livello internazionale. Citando gruppi come Thyssenkrupp e Basf, da settimane in allarme di fronte allo scenario di un’approvazione delle sanzioni più drastiche contro Mosca, la studiosa ha detto che queste rappresentino “una parte del problema”.

“Parte dell’industria tedesca si è comportata in modo irresponsabile – la sentenza -. Per anni, come esperti del settore, abbiamo chiesto alle imprese di inserire i rischi geopolitici nei loro modelli, ma non lo hanno fatto”. Inoltre se la politica ha chiesto scusa degli errori commessi, l’industria non lo ha ancora fatto. Il Diw ha recentemente pubblicato anche uno studio sull’Europa, che vede l’Italia in una posizione più comoda della Germania. 

Italia meglio della Germania

“L’Italia si è preparata meglio, è più flessibile, ed è in una situazione più confortevole della Germania nell’approvvigionamento del gas”, ha spiegato, rispondendo a una domanda specifica. “Il paese ha ad esempio più possibilità di approvvigionarsi dall’Algeria e dal Nordafrica. È inoltre importante anche per il trasporto del gas per l’Europa del sudest. E bisogna usare a questo scopo tutte le strade e le possibilità dei gasdotti”. La studiosa del DIW ha infine espresso apprezzamento per “le parole chiare di Mario Draghi”.

“Trovo giusto che dica che dovremmo rinunciare al gas russo”, ha concluso, citando la domanda del premier: “preferite la pace o il condizionatore?”. “È giusto che si faccia appello alla gente e al risparmio energetico”.

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