La deglobalizzazione e la sua accelerazione durante gli anni della pandemia hanno determinato un cambio di scenario per il commercio globale, con la strategia China Plus One mirata allo spostamento delle filiere. Eppure, secondo Bobby Esnard, economista di Capital Group, “anche se lo spostamento della produzione potrebbe determinare un’evoluzione degli scambi commerciali, al momento nessun paese può eguagliare l’ampiezza dei vantaggi offerti dalla Cina. Nel breve-medio termine, le filiere semplicemente si allungheranno intorno alla Cina e i mercati emergenti beneficiari entreranno a farne parte”, tra cui Brasile, Indonesia, Turchia e Vietnam.
Sul fronte degli investimenti diretti esteri, India e Messico registrano trend positivi nelle classifiche ma “non ancora sufficienti da poterli considerare come attori strategici a lungo termine”, secondo Esnard. Infine, nonostante l’ampia pubblicità su China Plus One, il mercato azionario e quello obbligazionario non hanno reagito come sperato dal Governo, ma la posizione leader del Dragon rimane indiscussa sul fronte della trasformazione di minerali critici, soprattutto quelli richiesti nel settore tech.








