Come si presenta ad oggi la situazione del lavoro in Italia? Da una parte la crescita continua del tasso di occupazione in Italia, che ad agosto ha raggiunto il record storico del 61,5%, dall’altra la “scomparsa” dai radar degli ex percettori del Reddito di Cittadinanza, che in gran parte non si sono iscritti alla nuova piattaforma del Ministero del Lavoro. In termini calcistici, volendo semplificare brutalmente gli ultimi dati sul mondo dell’occupazione in Italia, potremmo dire 2 a 0 per il Lavoro nel match contro l’Assistenzialismo.
Nonostante la grande frenata in corso dell’economia globale e di quella tricolore, la forza produttiva del nostro sistema-Paese ha generato nell’ultimo anno 523mila occupati in più. Un segnale ulteriore del “successo” del riposizionamento delle nostre imprese avvenuto negli ultimi anni, già evidenziato dai dati sulla quota di export internazionale e sulla produttività. L’incertezza della congiuntura si è scaricata soltanto sulla natura dei nuovi contratti, che negli ultimi mesi sono soprattutto a tempo determinato e a partita Iva.
Ma mentre in Italia il (buon) Lavoro avanza, nonostante un gap profondo ancora da recuperare rispetto ai tassi di occupazione dei Paesi del Nord Europa, il (cattivo) Assistenzialismo evidenzia tutti i suoi limiti. Anche in quest’ambito ci supportano dati oggettivi: ad oggi, soltanto 1 su 6 degli ex percettori del Reddito di Cittadinanza “occupabili” si sono iscritti alla nuova piattaforma SIILS (presentata a luglio e resa operativa dal 1° settembre) per poter accedere a corsi di formazione, offerte di lavoro e misure economiche di supporto.
Il nuovo meccanismo, realizzato con grande rapidità, ha sicuramente ampi margini di miglioramento: ad esempio, l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro è oggi puramente meccanico, mancando qualsiasi indicazione di tipo qualitativo che favorirebbe in concreto il matching tra i posti di lavoro disponibili e chi cerca di occuparli. Ma due domande sono lecite. Dove sono finiti gli ex beneficiari del Reddito, che abbiamo visto attivarsi in una serie di manifestazioni di piazza, ma sono scomparsi nel momento in cui potevano usufruire delle nuove opportunità? E dove è finita quella “bomba sociale”, da molti (troppi) evocata per mesi come reazione inevitabile alla profonda revisione del Reddito di Cittadinanza?








