Con il saldo del prossimo 16 dicembre si verseranno 9,7 miliardi di euro per l’IMU, il cui gettito complessivo annuo sarà di 19,5 miliardi di euro.
Il suddetto gettito tiene conto dell’abolizione delle rate IMU, introdotte nel corso del 2021 per alcuni immobili individuati nei vari Decreti per contrastare la pandemia.
E’ quanto riporta il Report della UIL sul saldo IMU previsto a dicembre 2021.
Il tema della tassazione degli immobili è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico con l’approvazione del Governo della delega fiscale in discussione in Parlamento, al cui interno vi è la revisione del catasto.
Riforma attesa da più di 30 anni, dato che l’ultima revisione degli estimi catastali è datata 1989, partendo da una revisione dei valori catastali vecchi, iniqui e che non corrispondono al reale valore degli immobili, eliminando i paradossi attuali per cui case di pregio nei centri storici hanno rendite catastali basse, mentre immobili situati in periferia e costruiti più recentemente hanno rendite catastali alte.
Per noi la riforma del catasto – chiarisce Ivana Veronese, segretaria confederale UIL – si rende necessaria per riportare equità nella tassazione sul mattone, annunciata più volte nel corso degli ultimi anni e mai attuata. Riforma che deve prendere vita prestando, però, molta attenzione: questo cambiamento non dovrà significare maggiori prelievi, ma una diversa e più equa ripartizione del prelievo fiscale sugli immobili. Mentre le modifiche dell’IMU – conclude Ivana Veronese – dovrebbero essere riviste organicamente riaprendo il “cantiere” del federalismo fiscale, riforma prevista tra l’altro nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.








