Nel 4° trimestre del 2021 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,2%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’11,3%, in lieve aumento rispetto al trimestre precedente (+0,2 punti percentuali).
Lo rileva l’Istat, spiegando che a fronte dell’aumento del deflatore implicito dei consumi (+1,2%), si osserva una sostanziale stabilità del potere d’acquisto delle famiglie, cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,1%.
Nel quarto trimestre del 2021, il tasso di investimento delle famiglie consumatrici è stato pari al 6,8%, 0,2 punti percentuali più alto rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento degli investimenti fissi lordi del 4,9% e del già segnalato aumento del reddito disponibile lordo.
Quindi, commenta l’Istat, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto sensibilmente in termini congiunturali, mentre la propensione al risparmio ha registrato un lieve incremento. Sostanzialmente stazionario è risultato il potere d’acquisto delle famiglie.
Nel quarto trimestre del 2021, la quota di profitto delle società non finanziarie è stata pari al 41,6%, in diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, come sintesi di una flessione del risultato lordo di gestione dell’1,3% e del valore aggiunto dello 0,2%.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie nel quarto trimestre del 2021 è stato pari al 23,1%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente a fronte di un aumento degli investimenti fissi lordi del 3,2% e della sopra citata flessione del valore aggiunto.








