Due notizie sono intervenute nei giorni scorsi a descrivere il nostro Paese.
La prima riguarda una statistica dell’Ocse che denuncia un calo del potere d’acquisto dei redditi in Italia, Paese che in Europa ha il livello dei salari mediamente più basso.
La seconda viene sempre dall’Ocse ed è il test Invalsi, che indica un peggioramento del livello di istruzione dei giovani italiani.
Le due notizie, purtroppo, vanno nella stessa direzione.
Un Paese che ha giovani poco istruiti è un Paese che cresce poco e dove i salari restano bassi perché offre lavori di bassa qualità.
Ecco allora che investire nell’istruzione sarebbe la soluzione, a medio termine, per avere maggiore crescita e migliori retribuzioni.
È la scommessa per l’Italia del futuro.








