Secondo quanto emerso dalle tabelle del Monitoraggio sui flussi di pensionamento dell’Inps, nei primi tre mesi del 2023 sono state liquidate 174.610 pensioni con decorrenza nel trimestre con un calo del 26,22% rispetto allo stesso periodo del 2022. Si è registrato un calo più consistente per le pensioni anticipate rispetto all’età di vecchiaia con 51.583 assegni a fronte dei 83.153 del primo trimestre 2022 (-38%). Il dato di quest’anno potrà crescere nel caso di nuovi assegni liquidati con decorrenza primo trimestre. Quest’anno è stata introdotta Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi) in sostituzione di Quota 102.
Nel 2023 è aumentato il numero di anni di contributi necessari per la pensione anticipata con la Quota tra età e contributi. Nel 2021 si è conclusa la sperimentazione di Quota 100 (almeno 62 anni di età e 38 di contributi) mentre nel 2021 la Quota 102 prevedeva la possibilità di uscire con almeno 64 anni di età e 38 di contributi. Con la Quota 103 nel 2023 si è limitato in modo consistente la possibilità di uscita (almeno 62 anni di età e 41 di contributi) soprattutto per le donne che nella maggior parte dei casi non riescono ad avere carriere contributive così lunghe.
Si riduce anche il numero delle uscite per vecchiaia (67 anni di età con 65.137 assegni con decorrenza nel trimestre (-11,44%) ma bisogna sempre tenere conto della possibilità che i numeri del 2023 vengano rivisti al rialzo. Per le invalidità gli assegni sono stati 8.167 (-29,86%) mentre gli assegni ai superstiti sono stati 49.723 (-27,2%). L’importo medio mensile delle pensioni con decorrenza nel primo trimestre è stato di 1.111 euro, inferiore di circa 100 euro rispetto allo stesso periodo del 2022 (1.213 euro). La media è tra i 777 euro medi per le pensioni di vecchiaia, 1.871 per quelle anticipate, 757 per le invalidità e 817 per i superstiti.








