L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato – sulla base dei dati sull’inflazione rilasciati oggi dall’Istat – la classifica delle città più care d’Italia in termini di aumento del costo della vita. Al vertice c’è Siena dove un’inflazione tendenziale pari a +2,8%, la più alta d’Italia, si traduce in una maggior spesa aggiuntiva su base annua per 757 euro a famiglia media.
A seguire in classifica c’è Bolzano che, con +1,9% su ottobre 2024, ha un incremento di spesa annuo pari a 630 euro a famiglia, mentre al terzo posto in questa classifica c’è Pistoia. La città toscana è terza sia per inflazione, pari al 2,1%, che per spesa supplementare, pari a 568 euro annui per una famiglia tipo.
Appena fuori dal podio Belluno che, con un’inflazione del 2% (al quarto posto per inflazione ex aequo con Napoli), registra, sottolinea l’Unc, una stangata pari a 521 euro. Al quinto posto Cosenza che, con la seconda inflazione più elevata del Paese, +2,5%, ha una variazione annua della spesa pari a 486 euro. Seguono Udine (+1,7%, +478 euro), Rimini (+1,7% e +468 euro), all’ottavo posto, con +452 euro, Gorizia (+1,7%) ex aequo con Napoli (+2%). Chiude la top ten, con +449 euro, Venezia (+1,6%).
Sull’altro fronte della classifica, la città più virtuosa d’Italia secondo l’Unc è Campobasso, dove con +0,1%, l’inflazione più bassa del Paese, si ha un aumento su base annua di 24 euro. Al secondo posto sia per inflazione che per spesa, Trapani, +0,2% e +46 euro. Medaglia di bronzo per Vercelli (+0,3% e +71 euro).
Al quarto posto della classifica delle città più risparmiose, Brindisi (+0,4%, + 79 euro), seguita da Sassari (0,5%, +100 euro), Benevento ex aequo con Caserta (+0,5% e +110 euro per entrambe), all’ottavo posto Messina (+0,5%, +116 euro), poi Palermo e Ancona (+0,6%, +142 euro).
In testa alla classifica delle regioni più “costose”, con un’inflazione annua a +1,5%, c’è il Trentino Alto Adige, spiega l’Unc, che registra a famiglia un aggravio medio pari a 464 euro su base annua. Segue il Friuli Venezia Giulia (+1,6%, +438 euro). Al terzo posto, con +403 euro, il Veneto (+1,5%). Appena fuori dal podio la Puglia, che però è la regione con l’inflazione più alta: +2,1% pari a 400 euro.
La regione più risparmiosa è il Molise: +0,2% (la più bassa d’Italia) e +47 euro. In seconda posizione la Sicilia (+0,7%, +157 euro), in terza la Sardegna (+1%, +192 euro).








