Le risorse naturali sono finite.
Da domenica 19 maggio gli italiani vivono a credito, consumando risorse che il nostro territorio non sarà in grado di rigenerare entro fine anno, sulla base dei calcoli del Global Footprint Network.
In pratica, se tutta l’umanità vivesse come gli italiani servirebbero 2,6 pianeti per soddisfare i bisogni collettivi.
Non siamo nemmeno fra i peggiori: l’Ue nel suo complesso ha esaurito le risorse naturali disponibili per quest’anno già il 3 maggio.
E fra i Paesi dell’Ue ce ne sono alcuni che spiccano in questa graduatoria negativa, come il Lussemburgo, che è il secondo peggiore del mondo (dopo il Qatar), la Danimarca (sesta) o il Belgio (settimo).
L’Olanda è già in debito dal primo aprile: se tutta l’umanità vivesse come gli olandesi avremmo bisogno di ben 4 pianeti.
E ne servirebbero addirittura 5 se tutti vivessero come un cittadino degli Stati Uniti.
Il Global Footprint Network che ogni anno elabora e divulga questi dati, scrive il Corriere della Sera, è una Ong impegnata dal 2003 nella battaglia contro l’emergenza climatica e nel calcolo dettagliato dell’impronta ecologica dell’umanità.
Fondato dall’ambientalista svizzero Mathis Wackernagel, l’istituto di ricerca ha messo a punto una formula che divide la biocapacità del pianeta – sia a livello globale sia nei singoli Stati – per l’impronta ecologica quotidiana delle diverse popolazioni.
Il risultato ottenuto si moltiplica per i giorni dell’anno, che in quest’anno bisestile sono 366, consentendo di stabilire qual è il momento in cui il bilancio ecologico del pianeta va in rosso e l’umanità comincia a vivere a credito sulle spalle dei nostri figli e nipoti.
La domanda di risorse include cibo, fibre, legname, uso del suolo per strade e infrastrutture, produzione energetica, produzione di cemento e capacità di assorbimento dei rifiuti, tra cui la CO2 generata dal consumo di combustibili fossili.
L’Overshoot Day globale, in pratica il giorno in cui l’umanità manda la Terra in riserva, l’anno scorso era caduto il 2 agosto.
Quest’anno sarà annunciato come sempre il 5 giugno in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, mentre la data specifica per ogni Paese viene resa nota man mano che si verifica nel corso dell’anno.
Da cinquant’anni a questa parte il World Overshoot Day si sposta sempre più indietro, tranne piccole oscillazioni come quella dell’anno scorso, in cui la data d’inizio del sovrasfruttamento è caduta qualche giorno dopo quella del 2022, fissata al 28 luglio.
In generale, però, la tendenza è chiara: nel 1973 l’Overshoot Day globale cadde il 3 dicembre: allora sforavamo di pochi giorni il nostro budget annuale.
Nel 2003 il 12 settembre, nel 2013 il 3 agosto.
La data arretra sempre più e il nostro debito ecologico cresce in proporzione.
Oggi si stima che il debito cumulativo sia equivalente a 18 anni: questo significa che ci vorrebbero 18 anni di totale inutilizzo delle risorse terrestri per compensare i danni provocati dal sovrasfruttamento umano, supponendo che i danni siano reversibili.
Basta qualche numero, del resto, per rendersi conto che lo sbilancio è in crescita.
All’inizio del Novecento l’umanità consumava in tutto 6 miliardi di tonnellate di materiali (comprendendo minerali, biomasse e combustibili fossili) all’anno.
Nel 1970 si era arrivati a 27 miliardi di tonnellate.
Oggi abbiamo superato i 100 miliardi.
Continuando così a metà secolo saremo a 180 miliardi.
La buona notizia è che le soluzioni ci sono, basterebbe adottarle per avere un impatto significativo sul futuro dell’umanità: per esempio se usassimo energia proveniente per il 75% da fonti rinnovabili potremmo ritardare l’Overshhot Day di 26 giorni, mentre dimezzare lo spreco alimentare farebbe guadagnare 13 giorni.
Gli analisti del Global Footprint Network indicano come prioritario un cambio di rotta soprattutto nelle abitudini alimentari: “se dimezzassimo il consumo di carne e utilizzassimo più proteine vegetali, sposteremmo l’Overshoot Day di 17 giorni”, è il messaggio lanciato da Wackernagel, che suggerisce questa come una delle soluzioni prioritarie.








