Nel 2025 il carico fiscale previsto su famiglie e imprese in Italia raggiunge il 43,1% del Pil, 1,9 punti percentuali oltre la media dell’Eurozona, lo scarto più alto degli ultimi dieci anni. Un tax gap che vale 42,9 miliardi di euro di maggiore tassazione su famiglie e imprese, pari a 728 euro pro capite.
L’allarme arriva dalla Confartigianato che sottolinea come oltre al peso del fisco le piccole imprese debbano fronteggiare anche il caro energia, la mancanza di manodopera qualificata e le difficoltà legate al costo del denaro.
All’assemblea della Confederazione degli artigiani è arrivato anche il messaggio di Papa Leone XIV che nel testo firmato dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin – “auspica una rinnovata sensibilizzazione delle varie istanze istituzionali e sociali ai problemi connessi alla mancanza di lavoro”.
Sull’importanza dell’artigianato si sono soffermati nei loro messaggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“L’artigianato e le piccole imprese” – ha detto Mattarella – “costituiscono settori strategici dell’economia nazionale e fungono da leva per lo sviluppo del sistema Paese.”
“È un patrimonio di valori e competenze da sostenere, da tutelare per poter trasmettere alle future generazioni un modello virtuoso di eccellenza del sistema produttivo nazionale”.
“Voi artigiani e piccoli imprenditori” – ha detto Meloni – “rappresentate il cuore pulsante dell’identità produttiva italiana.”
“Siete ‘beni culturali viventi’, perché nel vostro lavoro si racchiude un patrimonio unico che continua ad evolversi, pur rimanendo fedele alle proprie radici”.
La Confartigianato lamenta la tassazione sul lavoro più elevata in Europa con un’aliquota che arriva al 44%, sette punti sopra la media Ue, ma segnala anche le difficoltà per le piccole imprese anche sul fronte della burocrazia.
“Nel 2025” – sottolinea la Confederazione – “il 74% degli imprenditori italiani segnala la burocrazia come grave ostacolo, 8 punti sopra la media Ue, collocando l’Italia al quinto posto tra i Paesi più penalizzati.”
“La qualità dei servizi pubblici resta tra le più basse del Continente: solo il 34% dei cittadini si dichiara soddisfatto (21 punti in meno rispetto alla media Ue), mentre l’interazione digitale con la PA si ferma al 41,9%, al 25° posto dell’Unione.”
“È prioritario” – afferma il presidente dell’associazione, Marco Granelli – “intervenire su riduzione della pressione fiscale, energia a costi competitivi, credito più accessibile, semplificazione amministrativa, formazione e competenze digitali.”
“Una spinta fondamentale alle imprese artigiane e alle Pmi può arrivare dalla riforma della legge quadro per l’artigianato contenuta nel Ddl annuale Pmi all’esame del Parlamento e dalla costituzione della ‘nuova Artigiancassa‘ che riporta in un ambito di interesse pubblico l’accesso al credito delle piccole imprese”.








