“La legge finanziaria è ormai definita, anche se la presentazione in parlamento è prevista per oggi (lunedì).
Il successo di Giorgetti è evidente: ha mantenuto il suo progetto, superando facilmente i dissensi emersi nella maggioranza”.
Lo sostiene l’economista Stefano Micossi dalle colonne del magazine digitale INPIù.net
“La Commissione europea, che ha già ricevuto il documento del governo, ha concesso l’allungamento del periodo di “rientro” a sette anni, grazie alla previsione di misure di riforma del bilancio giudicate sufficienti.
Anche il contributo delle banche e delle assicurazioni – 3,5 miliardi di euro – è stato definito senza contrapposizioni frontali; si tratta principalmente di una sospensione “temporanea” (per due anni) di certe deduzioni d’imposta, che lascia indefiniti gli effetti finali sui conti delle banche.
Restano il taglio del cuneo fiscale e l’Irpef a tre aliquote, le misure più importanti per il consenso.
Confermato anche lo “stile Meloni”, che riesce a superare i passaggi difficili senza lasciar emergere importanti disaccordi tra forze politiche che sostengono il suo governo.
Unico difetto: una finanziaria che non scontenta quasi nessuno (protestano un poco gli addetti alla sanità) non prevede sostegni per la crescita.
Sarà per un’altra volta”.








