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[Il retroscena] «La Germania ha mentito sulle armi all’Ucraina». L’accusa della Bild che pubblica la lista cancellata con le armi pesanti  

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz avrebbe mentito sull’impossibilità di consegnare armi pesanti all’Ucraina.

Lo sostiene il quotidiano tedesco BILD che pubblica alcuni documenti che mettono in difficoltà il governo della Germania.

Le due liste

“Martedì sera il cancelliere Olaf Scholz ha dichiarato che la Germania ha consentito all’Ucraina di acquistare attrezzature militari prodotte industrialmente. Alla domanda se ciò includesse anche la vendita di armi pesanti, Scholz ha risposto che avevano passato una lista industriale insieme all’Ucraina e che la Germania intendeva pagare questa spedizione. L’ambasciatore ucraino Andriy Melnyk (46) lo ha contraddetto poco dopo. In una lista che sarebbe stata corretta del governo federale non ci sarebbero per niente armi pesanti. BILD ha sia l’elenco delle Necessità dell’esercito ucraino che l’elenco delle Opzioni di supporto per l’industria – consolidate dal governo federale. Incredibilmente il ministero federale della Difesa su insistenza della Cancelleria ha rimosso tutte le armi pesanti dalla lista industriale tedesca. Sebbene l’industria tedesca sia pronta a fornire molte delle armi cancellate a breve e medio termine”.

Le richieste dell’Ucraina

“L’elenco degli ucraini includeva una serie di armi pesanti: carri armati “Leopard”, veicoli corazzati “Puma” e “Marder”, mezzi corazzati per il trasporto di personale (“Boxer”, “Fuchs”). Inoltre, l’Ucraina aveva notificato al governo federale e all’industria tedesca l’urgente necessità di lanciarazzi multipli e missili antinave, nonché di missili anticarro. E fino a metà marzo, quasi tutte le armi richieste dall’Ucraina erano nell’elenco delle forniture dell’industria tedesca, persino i moderni carri armati Leopard 2.Poi la cancelleria di Scholz iniziò a tagliare i costi.

Il risultato: le possibili esportazioni di armi dall’industria tedesca degli armamenti all’Ucraina, elencate dal Ministero Federale della Difesa, si sono ridotte da 48 a 24 pagine” sostiene la BILD nella sua esclusiva.

Le evidenti difficoltà di Scholz

La difficoltà di Scholz è palese. Con un intervento di circa mezz’ora in conferenza stampa martedì  il cancelliere aveva scelto consapevolmente di non essere troppo chiaro. SCHOLZha annunciato una lista di armamenti condivisa con Kiev e con l’industria tedesca: l’Ucraina potrà scegliere dalla lista e Berlino finanzierà la spesa. Che ora si scopre – secondo la BILD – di non essere affatto condivisa, ma ritoccata.

Niente carri armati

Sui carri armati e altre armi pesanti, SCHOLZ aveva solo sottolineato che l’Ucraina riceverà modelli ex sovietici – che già sa maneggiare – da paesi dell’UE orientale e che questi paesi verranno poi a loro volta riforniti anche dalla Germania con mezzi e armamenti nuovi (ancora da costruire). 

Kiev, tramite il suo ambasciatore a Berlino, ha detto di essere delusa dalle parole di SCHOLZ, chiedendo nuovamente armi pesanti direttamente alla Bundeswehr. Ma sia il cancelliere SCHOLZ che l’ispettore generale dell’esercito tedesco hanno detto che non è possibile: le armi servono per la difesa nazionale tedesca e quelle vecchie servono per i pezzi di ricambio. Risposta conveniente anche per chi a Berlino è convinto che esportare armi pesanti resti una via verso l’escalation con la Russia. 

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